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“Atlante oltre il 50%” Parte l’aumento di Veneto Banca

MILANO.
Tutto è pronto per la ricapitalizzazione Veneto Banca, che parte oggi e termina il 22 giugno, alla vigilia del referendum britannico su Brexit che potrebbe riportare turbolenze sui mercati. Il banchiere advisor dell’operazione torna su un concetto aspro ma per lui scontato: «I soci Veneto Banca non raggiungeranno il 50,1% e quindi il fondo Atlante interverrà e acquisirà il controllo della banca», ha detto Carlo Messina, ad di Intesa Sanpaolo, che tramite Imi è capofila del consorzio di collocamento per la ricapitalizzazione da un miliardo che la banca veneta in crisi deve trovare entro giugno per rimpinguare il patrimonio di vigilanza. Quanto alla garanzia che la somma ci sarà, proprio il fondo consortile tra banche e altri operatori gestito da Quaestio Sgr, già intervenuto a salvare la Vicenza, ha siglato il contratto di subentro alla garanzia, a patto di detenere almeno il 50,1% del capitale post aumento.
L’intervento di Messina, ospite ad Altavilla Vicentina per un master honoris causa al Cuoa, era forse un modo per disilludere le velleità dei soci locali che riuniti nell’associazione “Per Veneto Banca” controllano quasi un 10% delle quote e sono orientati a seguire l’aumento e mantenere la banca legata al territorio. Il loro obiettivo minimo è raggiungere la soglia del 25% per quotare Veneto Banca, quello massimo trovare i 500 milioni che terrebbero il controllo attorno ai campanili di Montebelluna. Già il primo scenario è arduo. «Escluderei l’ipotesi che i soci di Veneto Banca possano raggiungere il 51% post aumento, non che possa esserci un flottante, anche mi sembra difficile», ha detto Messina a riguardo. Dipenderà anche dalle presentazioni finanziarie che il direttore generale Cristiano Carrus inizia oggi a Milano.
Il calendario dell’offerta pubblica s’è sbloccato dopo che la Consob, ieri, ha dato l’ok al prospetto informativo. L’intervallo di valorizzazione, compreso tra 0,10 e 0,50 euro per le nuove azioni, darà diritto ai soci di ricevere tra 16 e 81 nuove azioni per ogni vecchia, in base al prezzo che si formerà. Atlante ha già dato indicazioni precise: se toccherà al fondo comprare, sarà al minimo della forchetta (0,1 euro). Per i soci che non sottoscriveranno, la diluizione nel capitale sarà compresa tra il 94,3% e il 98,8%.
Dal prospetto emergono dettagli critici. Come il fatto che a maggio la banca ha avuto nuovi significativi deflussi di liquidità, con l’indice Lcr sotto i minimi regolamentari. Il dubbio che le misure chieste dalla Bce «possano rivelarsi non pienamente efficaci». E l’ipotesi che il fondo per le cause, pari a 64,7 milioni, possa non bastare. Le richieste di risarcimento legate ai reclami dei soci sulle azioni sono salite a marzo a quota 174 milioni di euro.
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