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Atlante, c’è l’offerta sugli Npl di Mps

Oggi scade l’esclusiva concessa un mese fa a Quaestio, Fortress ed Elliott per la cartolarizzazione dei 26 miliardi di sofferenze del Monte, uno dei tasselli fondamentali del piano di salvataggio della banca. Da allora Fortress ed Elliott si sono sfilati (per motivi di prezzo e di condizioni), ma Atlante 2 ha deciso di proseguire in solitaria e così, secondo quanto risulta a Il Sole 24 Ore, nelle scorse ore ha formalizzato l’offerta, che prevede il trasferimento degli Npl a uno o più veicoli di cartolarizzazione al 20,5% del valore facciale.
L’offerta di Quaestio, che con la liquidazione delle due ex popolari venete di fatto si è trovata sollevata dall’intervento con relativo esborso di circa 450 milioni, consentirà ora al cda di Mps di approvare la versione definitiva del piano industriale e di inviarla a Bruxelles: il passaggio formale potrebbe avvenire dopodomani (quando a Siena si riunirà il board), ma si tratta appunto di una formalità. Già il 2 giugno, infatti, la Dg Comp aveva dato per raggiunto un accordo di massima per la ricapitalizzazione della banca, scesa nel frattempo dagli 8,8 miliardi di dicembre a quota 8,3: la decisione ora dovrebbe essere avallata dalla Commissione vera e propria, verosimilmente tra la fine della settimana prossima e l’inizio di quella successiva, in modo da aprire le porte all’ingresso dello Stato entro la fine di luglio.
Gli Npl e i servicer
Atlante 2, come accennato, acquisterà gli Npl del Monte al 20,5% in modo da consentire una cartolarizzazione attraverso l’emissione di 3,3 miliardi di note senior garantite dallo Stato con le Gacs e 1,6 miliardi di titoli mezzanini/junior acquistati – almeno in prima battuta – dal fondo di Quaestio. Un anno fa acquirente e cessionario si erano già trovati seduti al tavolo per discutere i termini di un’operazione analoga, ma a quell’epoca Atlante avrebbe pagato i crediti del Monte circa il 27%, 6,5 punti in più. Perché questa differenza? In parte è da ricollegare al perimetro dell’operazione, non del tutto sovrapponibile, ma anche i 24 miliardi che erano e sono tuttora in vendita – secondo quanto sarebbe emerso dalla due diligence effettuata dal Credito fondiario – in un anno hanno perso circa il 10%, a ulteriore conferma di quanto sia importante la variabile-tempo quando di mezzo ci sono gli Npl. Chiuso l’accordo con Atlante 2, ora partirà la selezione dei servicer: nel ruolo di master servicer ci sarà sempre il Credito fondiario, partner di Quaestio, mentre tra gli operatori a cui materialmente verrà passato recupero e gestione degli Npl dovrebbero figurare tutti i principali soggetti attivi in Italia, a partire dalla quotanda doBank, nonostante la controllante Fortress si sia sfilata dalla cartolarizzazione. Nel piano dovrebbe essere confermato anche il progetto legato alla piattaforma di recupero Juliet, che in autunno era stata assegnata con gara a Cerved: quest’ultimo nei mesi scorsi ha prorogato l’offerta e ora, secondo quanto risulta, è probabile che venga confermata l’assegnazione, anche se – rispetto al disegno iniziale – è possibile che alla piattaforma vengano assegnati i soli Npl futuri senza il portafoglio di 9 miliardi di sofferenze già maturate previsti in dote in autunno.
Il caso di Cesena
L’impegno di Atlante 2 su Mps con tutto ciò che rimane in cassa rischia però di complicare l’altra partita in cui era previsto un suo coinvolgimento: il salvataggio, con annessa cartolarizzazione di oltre 2 miliardi di Npl, delle Casse di Cesena, Rimini e San Miniato. Senza la disponibilità di Atlante 2 si pone ora un prolema di risorse, a cui se ne aggiungerebbe un altro di parità di trattamento: dopo la cessione a Intesa per un euro delle due ex popolari venete mandate in liquidazione, ora anche il potenziale acquirente Agricole Italia-Cariparma potrebbe chiedere una revisione dello schema. Sia sul prezzo che sul capitolo Npl, visto che tra le clausole particolarmente rilevanti previste per Intesa c’è la possibile retrocessione entro 3 anni dei crediti che si riveleranno in sofferenza: nel caso delle Casse, invece, nessun trasferimento ulteriore sarebbe previsto dopo la segregazione effettuata con la due diligence attualmente in corso.

Marco Ferrando

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