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Atlante cambia il cda di Vicenza Unicredit ancora a caccia dell’ad

Banca popolare di Vicenza ha un cda tutto nuovo (tranne l’amministratore delegato Francesco Iorio), targato Atlante. Mentre il “vecchio” cda di Unicredit, ancora in cerca di un amministratore delegato, ieri ha iniziato a esaminare un possibile profilo condiviso per il successore di Federico Ghizzoni, che dovrebbe arrivare entro fine luglio. Al termine di una discussione non troppo lunga, il presidente Giuseppe Vita – che aveva sondato insieme ai cacciatori di teste di Egon Zehnder i rappresentanti dei soci – ha provato a tracciare le caratteristiche che dovrà avere il nuovo ad: esperienza pluridecennale nel settore bancario, capacità di gestire sistemi complessi, conoscenza delle autorità e dei regolatori a livello europeo, forte reputazione sui mercati internazionali, pratica della lingua inglese in cui si trattano gli affari. Il concetto di “italianità”, invece, ieri non sarebbe emerso come pregiudiziale.
A questo punto il tradizionale cacciatore di teste di Unicredit inizierà a declinare la teoria nella pratica, per individuare una rosa di candidati; poi li girerà al ristretto del comitato nomine, che si occupa della scrematura e di proporli al cda. Il processo è articolato, sia per rispettare i principi della governance sia perché un sentire comune e diffuso sul nuovo leader, tra i grandi e discordi soci della banca, non c’è. Quindi le prossime settimane saranno fitte di riunioni e di consultazioni per far “rientrare” nel profilo i candidati più capaci di riunire consenso interno. Non sono in molti, in Italia, ad avere le caratteristiche del profilo tracciato ieri. Tra questi potrebbero rivelarsi candidati Marco Morelli (Bofa- Merrill Lynch), Alberto Nagel (Mediobanca), Flavio Valeri (Deutsche Bank Italia), Giampiero Maioli (Credit Agricole), l’ex Jean Pierre Mustier, Andrea Orcel (Ubs). Anche i due ex banchieri della Cassa depositi Fabio Gallia e Claudio Costamagna aderiscono al profilo, ma sembra che siano da considerare fuori gioco.
Molto più lineare il processo di riforma del cda per Banca popolare di Vicenza, almeno sulle scelte dei nomi: del resto il fondo Atlante ha ormai il 99% del capitale. Intanto i consiglieri che saranno nominati nell’assemblea del 7 luglio sono stati ridotti da 18 a 11, e il loro emolumento dimezzato. Quaestio Sgr, che gestisce il fondo Atlante, ha chiesto al prossimo cda di avviare l’azione di responsabilità contro «chi si è reso colpevolmente responsabile del dissesto della banca». La società presieduta da Alessandro Penati inoltre «sottoporrà subito al cda proposte per facilitare la soluzione del problema delle sofferenze e rafforzare la banca», e «ha avviato lo studio di modalità opportune affinché gli azionisti storici, gravemente danneggiati, possano beneficiare in modo equo dell’auspicato rilancio della loro banca». Potrebbero avere la forma di warrant, come quelli distribuiti dal vecchio Banco Ambrosiano.
La rosa dei nomi è la prima che aderisce ai più stringenti requisiti della direttiva Cdr4, non ancora recepita in Italia e che accentua criteri di professionalità, complementarietà e disponibilità dei prescelti. Gianni Mion sarà proposto alla presidenza, Salvatore Bragantini vice presidente. Gli altri candidati sono Niccolò Abriani, Luigi Arturo Bianchi, Marco Bolgiani, Carlo Carraro, Rosa Cipriotti, Massimo Ferrari, Francesco Micheli, Alessandro Pansa. E nel collegio sindacale Rosalba Casiraghi (presidente), Nadia Fontana, Marco Giorgino.

Andrea Greco

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