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Atene,oggi due nuove riforme e Standard &Poor’s alza il rating

Mercati col fiato sospeso in attesa della seconda tranche di riforme chiesta dai creditori ad Atene. Tsipras ha infatti presentato in Parlamento un pacchetto di misure per riformare le banche e la giustizia, su cui è atteso un voto entro oggi. Ha invece deciso di stralciare da questo appuntamento la riforma delle pensioni baby e la progressiva eliminazione degli sgravi fiscali agli agricoltori: su queste due «voci» il voto dovrà arrivare entro l’8 agosto.
Lo spacchettamento stabilito da Tsipras ha a che fare col fatto che il primo blocco di riforme, presentato in aula la scorsa settimana, ha scatenato una ribellione nel partito del premier ed è passato solo grazie ai voti delle opposizioni europeiste. Questa seconda votazione, perciò, ha anche il sapore di un test per la sua maggioranza. Al dunque finirà per essere un «segnalatore » dello stato di salute del governo di Atene.
Di qui il nervosismo dei mercati , sempre sensibili alle incertezze politiche. L’attesa del voto finisce per tradursi in un generale ribasso dei listini. Milano, in particolare, perde l’1,32%. Ma anche Francoforte lascia sul campo più dell’1%, Parigi chiude a meno 0,7% e Londra a meno 0,29. Lo spread è in lieve rialzo, a quota 118 dai 114 del giorno prima. S&P intanto alza il rating del paese a CCC+ (da CCC meno): c’è una possibilità su tre che il paese lasci Eurolandia, secondo l’agenzia.
Delle due riforme in votazione, quella delle banche è la più importante perchè introduce il concetto del bail-in, cioè il coinvolgimento dei creditori privati alle eventuali perdite prima di ricorrere agli aiuti di Stato. La Bce accoglie “con favore” il progetto perchè fa proprie le regole Ue sulle ristrutturazionni. Esprime però qualche riserva sul fatto che viene introdotto l’assenso preventivo del ministero delle Finanze su alcune operazioni-chiave, cosa che spingerebbe Atene ad “andare oltre” la direttiva, minando l’autonomia della Banca di Grecia. L’altra riforma sul codice di procedura civile mira a velocizzare i processi.
In vista del voto, con i funzionari pubblici sul piede di guerra, è in arrivo in Grecia una delegazione dei creditori, ovvero di Fmi, Bce, Commissione Ue ed Esm: i negoziati per il terzo salvataggio del paese dovranno concludersi entro il 20 agosto, secondo gli accordi. Le garanzie contro la Grexit, ricorda non a caso il francese Moscovici, sono le riforme. Sul caso Grecia è fissata per giovedi l’informativa alla Camera del ministroPadoan.
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