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Atene, voci di intesa imminente le Borse volano, Milano +2,3% Frenata Ue: molti punti da chiarire Tesoro Usa: passo indietro da tutti

«Ci siamo quasi», annuncia a metà pomeriggio il premier greco Tsipras. «No, ancora no», gli fa subito eco il numero due della Commissione Ue, Dombrovskis. E tanto basta per galvanizzare le Borse che cominciano a rincorrere voci di un accordo imminente: nello spazio di poche ore i listini europei sobbalzano. Il segno più è ovunque: Milano chiude con un rialzo del 2,3%, Atene del 3,5. Ripiega anche lo spread. E’ una fiammata, inevitabile, mentre le diplomazie economiche riunite a Dresda e a Bruxelles cercano febbrilmente un’intesa e mentre gli Usa premono sui partner per chiudere presto. I tempi del resto sono stretti, il governo greco deve rimborsare a giorni i suoi creditori, a cominciare dall’Fmi. Il tam tam dei mercati dice che l’accordo è a portata di mano. Le pubbliche dichiarazioni sono più caute. «L’euro sopravviverebbe ad una Grexit», fa sapere l’economista dell’Fmi, Blanchard. E come lui la pensa anche il ministro dell’Economia, Padoan, convinto che gli effetti di un default sarebbero «molto limitati». Il governatore di Bankitalia, Visco, l’altro giorno aveva parlato invece di «tensioni gravi, potenzialmente destabilizzanti». Come fa ora il segretario al Tesoro Usa, Lew, evidentemente preoccupato: «Ognuno faccia un passo indietro. E’ un errore pensare che il fallimento della Grecia non avrebbe conseguenze più vaste nel mondo». «Atene deve mettere gli impegni nero su bianco», taglia corto il ministro dell’Economia francese Satin. E il collega tedesco Schaeuble: «Restare nell’euro significa rispetto dei programmi». Perciò si tratta, senza sosta, mentre in Grecia tornano le file ai bancomat, nel timore che da un giorno all’altro i denari non siano più disponibili. Fonti bancarie locali calcolano che nella sola giornata di ieri sono stati prelevati ben 300 milioni di euro, il triplo del solito. Altri fonti locali giurano che la metà dei lavoratori dipendenti è costretta ad intaccare i risparmi per tirare avanti. Ma Tsipras minimizza: in vari messaggi assicura che la popolazione «rimane calma», che stipendi e pensioni saranno pagati, che i depositi non sono a rischio. Dietro le quinte però il premier greco si tiene in stretto contatto con i negoziatori. Circola anche una bozza di accordo. Prevederebbe obiettivi di avanzo primario più bassi per il primo anno, una riforma dell’Iva, un pacchetto di investimenti, un alleggerimento del debito nel lungo periodo, nessun ulteriore taglio di spesa.

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