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Atene tranquillizza l’Fmi “Giovedì rimborseremo i 458 milioni in scadenza”

«La Grecia rimborserà giovedì i 458 milioni di prestiti del Fondo Monetario e onorerà “ad infinitum” i suoi impegni con i creditori». Parola del ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, che ha incontrato a Washington il numero uno dell’Fmi, Christine Lagarde, per fare il punto sul piano di salvataggio ellenico e mettere fine alle voci che lo volevano esautorato dal suo ruolo di negoziatore dopo gli scontri con Wolfgang Schaeuble. «Abbiamo concordato che serve cooperazione e che l’incertezza non giova ad Atene — ha detto un po’ laconica la direttrice generale del Fondo — . Ho apprezzato l’impegno a migliorare la capacità del team tecnico di lavorare con le istituzioni», a conferma delle frizioni tra gli uomini della ex Troika e le autorità greche sotto il Partenone. Le trattative sono riprese già ieri e la speranza è «di arrivare a un’intesa per l’Eurogruppo del 24 aprile», ha aggiunto Varoufakis.

La strada, naturalmente, resta in salita. Il governo di Alexis Tsipras non riceve aiuti dallo scorso ottobre ed è atteso nelle prossime ore da due appuntamenti finanziari delicatissimi: il rimborso Fmi e un’asta di titoli di Stato da 1,4 miliardi al quale avranno difficoltà a partecipare le banche nazionali e sulla cui copertura (vista l’indisponibilità di investitori esteri a comprare debito ellenico) ci sono dubbi. Atene potrebbe metterci una pezza utilizzando le riserve di alcune aziende pubbliche, ma questi esperimenti di finanza creativa non potranno durare in eterno. La liquidità centellinata con il contagocce è l’arma con cui Bce, Ue ed Fmi sperano di far capitolare Syriza, obbligandola ad accettare nuove riforme restrittive in cambio dei prestiti necessari per evitare il default.
E il calendario dei prossimi mesi, dal punto di vista finanziario, è una via crucis: la Grecia deve rimborsare 201 milioni a Washington il primo maggio e un’altra tranche di 767 il 12 dello stesso mese. Tra luglio e agosto scadranno 6,7 miliardi della Bce. E con un’economia che sta tornando ad avvitarsi in recessione, lo Stato deve trovare pure ogni mese 1,5 miliardi per pagare stipendi e pensioni.
Tsipras, in attesa di novità dai negoziati tecnici, partirà domani per Mosca dove incontrerà Vladimir Putin. «Non chiederemo aiuti finanziari al Cremlino», ha messo le mani avanti Varoufakis. Difficile del resto che la Russia, alle prese con le sanzioni, abbia troppi soldi da girare ad Atene. L’incontro servirà al premier per fare pressione ”geopolitica” su Bruxelles, e — forse — per sbloccare una serie di esportazioni alimentari elleniche verso est.
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