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Atene spinge l’altalena degli spread

di Vittorio Carlini

«Come uno yo-yo!». Così, ieri, nelle sale operative si descriveva il tira-e-molla sulla ristrutturazione del debito greco. Uno stallo che ha messo paura ai mercati, già infastiditi dal downgrade di "massa" (su 114 banche Ue) operato da Moody's. Tanto che, in avvio di seduta, lo spread BTp-Bund è balzato oltre i 400 punti base. Solo nel primo pomeriggio, sulla scia dei dati sull'occupazione Usa, il differenziale è crollato per, poi, chiudere a quota 375. Cioè in calo rispetto a mercoledì.
Il nervosismo, in qualche modo, si è fatto sentire anche sul debito spagnolo. In quel di Madrid c'era attesa per l'asta sui titoli di Stato. Il collocamento, caratterizzato da una forte domanda, è stato "macchiato" da un neo: il Bonos triennale (scadenza luglio 2015) ha visto il rendimento salire al 3,33% contro il 2,86% della precedente asta.
«In generale – commenta Sergio Capaldi, esperto di Banca Imi – il collocamento è andato piuttosto bene: a fronte di un'offerta massima prevista di 4 miliardi di bond, ne sono stati venduti 4,07 miliardi». Un eccesso di domanda che, «sulle altre due emissioni ha fatto scendere il rendimento».
Insomma, nel suo complesso l'asta è stata accettata dagli investitori. Con l'eccezione, per l'appunto, del bond triennale. Un segnale, seppure non così significativo (si è trattato di una riapertura), del nervosismo che ieri è tornato su parte debito sovrano iberico. Quel nervosismo che, invece, non ha coinvolto le emissioni francesi. Parigi ha collocato 8,5 miliardi di titoli su diverse scadenze con il costo dei prestiti in discesa: il rendimento del bond biennale, per esempio, è calato al di sotto l'1 per cento.
Questi risultati positivi, però, non hanno tranquillizzato le Borse. A Piazza Affari, come da un po' di tempo non accadeva, si è concretizzata la correlazione inversa tra lo spread BTp-Bund e il Ftse Mib: più il primo saliva, più il secondo scendeva.
La disoccupazione Usa
Alla fine, a togliere un po' di castagne dal fuoco, sono arrivati i dati macro statunitensi. Quali? È presto detto. In primis, quelli sul mercato del lavoro: i nuovi sussidi disoccupazione sono scesi, raggiungendo quota 348 mila. Cioè, un livello che non si vedeva dal marzo 2008. Inoltre, c'è stato il risveglio del settore edile: i nuovi cantieri, a gennaio, sono saliti a 699 mila, da 689 mila di dicembre. Un aumento causato, soprattutto, dalle costruzioni delle case multi-familiari. Infine, classica ciliegina sulla torta, è stato l'indice Fed di Philadelphia: a febbraio è aumentato a 10,2 da 7,3 di gennaio.
Questo coktail di numeri ha messo di buon umore gli operatori a stelle e strisce che hanno innescato gli acquisti a Wall Street. Una ventata d'ottimismo che ha spinto la ripresa prima degli spread e poi dei listini europei. La rimonta, alla fine, ha permesso alle Borse del vecchio continente di limitare i danni. Piazza Affari (arrivata a perdere quasi il 2%) ha chiuso in calo dello 0,87 per cento. Un po' meglio hanno fatto Francoforte (-0,9%) e Londra (-0,12%). Addirittura positiva Parigi (+0,9%). In forte calo, invece, il listino iberico: l'Ibex 35 ha perso il 2,1 per cento. «Qui – sottolinea Mario Spreafico, direttore investimenti di Schroeder Italia – hanno pesato le vendite sui titoli bancari: il comparto, infatti, è sceso di oltre il 3%». Evidentemente, ieri, la strategia long (sull'Italia) short (sulla Spagna) «si è focalizzata sulle azioni degli istituti di credito, abbandonando le emissioni governative».
Già, i titoli di Stato. Ieri, rispetto a quelli greci, sono rimbalzate sul mercato indiscrezioni circa uno swap della Bce: l'Eurotower starebbe scambiando i 50 miliardi di titoli in suo possesso con nuovi bond di Atene. Una mossa, in preparazione della ristrutturazione del debito, finalizzata anche ad evitare il rischio di «class action» nei suoi confronti. La notizia, non commentata dalla Bce, da un lato ha spinto all'insù l'euro e, dall'altro, ha dato ulteriore benzina a Wall Street: l'S&P500 ha chiuso in rialzo dell'1,1%. Non male per una giornata iniziata sui timori ateniesi.

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