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Atene, saltano gli aiuti di marzo

Il presidente dell’Eurogruppo, l’olandese Jeroen Dijsselbloem, ha respinto le aspettative di un via libera «entro questo mese» ai prestiti necessari alla Grecia in crisi di liquidità. Di fatto ha così anticipato che la linea rigida della cancelliera tedesca di centrodestra Angela Merkel sembra destinata a prevalere anche oggi nella riunione a Bruxelles dei 19 ministri finanziari della zona euro.
Dijsselbloem ha considerato positivamente la lettera con le riforme strutturali inviatagli dal ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis. L’ha definita un «aiuto». Ha sostenuto che i 19 ministri sono «disposti a continuare ad appoggiare la Grecia» e lavorano affinché «prosegua nella zona euro», consapevoli che «ha bisogno urgente di denaro perché le sue casse sembra che siano quasi vuote». Ma ha anche precisato che la lettera è incompleta e va «ulteriormente discussa con le istituzioni» rappresentative dei creditori (Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale di Washington). Non li chiama più «troika», come ha preteso il premier greco di estrema sinistra Alexis Tsipras, che ha ottenuto anche di fissare gli incontri a Bruxelles e non più ad Atene. La sostanza però non cambia.
Dijsselbloem si è allineato alla posizione assunta nell’Eurogruppo del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble, che intende imporre un rigido rigore di bilancio ai Paesi mediterranei con un debito eccessivo. La Germania è appoggiata dai soliti alleati del Nord (Finlandia e Olanda) e da vari governi di centrodestra. Varoufakis, invece, intende far rispettare le promesse di Tsipras, che ha vinto le elezioni garantendo la fine delle misure di austerità della troika, accusate di aver provocato l’impoverimento di milioni di greci.
L’annuncio di un referendum sulle riforme pretese da Bruxelles e le critiche alla Bce per l’atteggiamento più conciliante con il precedente governo di centrodestra, espresse da Varoufakis nell’intervista al «Corriere della Sera» di ieri, sembrano aver irrigidito ulteriormente Germania, Finlandia e Olanda. Dijsselbloem e il presidente lussemburghese della Commissione europea Jean-Claude Juncker, tradizionalmente schierati con Berlino, sarebbero diventati più prudenti nelle loro mediazioni con Atene.
Tsipras, come già in altre occasioni, è intervenuto per attenuare l’irruenza negoziale del suo ministro delle Finanze. Secondo fonti di Atene, ha telefonato al presidente della Bce Mario Draghi manifestando rispetto per l’indipendenza dell’istituzione di Francoforte ed esortandola a resistere alle pressioni politiche. Ha poi chiamano il presidente francese, il socialista François Hollande, che vorrebbe più coinvolto come mediatore insieme al premier Matteo Renzi. Francia e Italia restano sotto osservazione della Commissione europea e dell’Eurogruppo per le loro difficoltà nei conti pubblici. Hanno quindi interesse a evitare che la Germania imponga alla Grecia dei vincoli Ue di bilancio limitativi della sovranità nazionale.

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