Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Atene respinge il piano Ue “Assurdo e inaccettabile” E Bruxelles dà l’ultimatum

E’ finita con un totale fallimento e un duro ultimatum alla Grecia la riunione dell’eurogruppo che avrebbe dovuto sbloccare il salvataggio di Atene. Dopo poche ore di discussione, e dopo che la delegazione greca ha respinto come «assurda e inaccettabile» la proposta europea di una estensione di sei mesi dell’attuale programma di aiuti, i ministri hanno chiuso la riunione su un nulla di fatto, senza neppure convocare un nuovo incontro.

«A questo punto spetta ai greci decidere che cosa fare. Considerando il calendario, possiamo ancora utilizzare questa settimana e basta. Possiamo convocare una nuova riunione venerdì », ha detto il presidente dell’eurogruppo Joeren Dijsselbloem escludendo l’ipotesi di riunire un vertice straordinario dei capi di governo. Se Atene non chiederà entro questa scadenza l’estensione temporanea dell’attuale programma di aiuti, che gli europei sono pronti a concedere, la via del default appare come inevitabile. Il ministro Padoan ha spiegato, al termine dell’incontro, che senza l’estensione «si apre un problema di finanziamenti a breve termine che si esauriscono e non si capiscono neanche quali sano le prospettive a più lungo termine». «Sarebbe un disastro», ha commentato il ministro maltese Edward Scicluna. La direttrice dell’Fmi, Christine Lagarde, ha fatto sapere che il Fondo è pronto a sospendere i finanziamenti, così come non verrebbero rinnovati quelli europei del Fondo salva stati.
Perfino il commissario agli affari monetari, il socialista francese Pierre Moscovici considerato una «colomba», è apparso esasperato dall’intransigenza greca. «In questa situazione occorre essere logici e non ideologici. Sulla fraseologia abbiamo discusso molto, ma non ci sono alternative ad una richiesta dell’estensione del programma di aiuti da parte della Grecia». Questo però è proprio il punto che i graci considerano inaccettabile, perchè il premier Tsipras si è solennemente impegnato davanti agli elettori a rigettare il memorandum di intesa precedentemente firmato con la Troika e che sarebbe comunque alla base della estensione tecnica del programma di assistenza. E, tornando a Moscovici, Varoufakis ha raccontato che «era pronto a firmare un documento presentatogli dal commissario agli Affari Economici. Ma all’ultimo momento, prima della riunione dei ministri finanziari, quel documento è stato ritirato e sostituito da un altro inaccettabile».
Già nella precedente riunione gli europei si erano detti disponibili a rinegoziare con il nuovo governo di Atene i termini dell’accordo riconoscendo anche nuovi margini di flessibilità e la possibilità di sostituire alcune misure previste nel memorandum e considerate inaccettabili con altre che abbiano un impatto sui conti pubblici equivalente. Tuttavia per avviare questo negoziato occorre che Atene, chieda una «proroga tecnica» del programma di assistenza che consenta di evitare la bancarotta da qui all’estate. Questa richiesta di proroga si sarebbe basata su un impegno greco «a concludere il programma tenendo in considerazione i nuovi piani del governo». In particolare gli europei chiedevano che le autorità greche si impegnassero «a non intraprendere azioni unilaterali », e a lavorare «in stretto accordo con le loro controparti europee e internazionali, specialmente nel campo della politica fiscale, delle privatizzazioni, delle riforme del mercato del lavoro, del settore finanziario e delle pensioni». Tutte condizioni che il ministro greco Varoufakis ha considerato «assurde» e «inaccettabili» ponendo così di fatto termine al negoziato.
Ora i greci hanno tempo ancora una paio di giorni per tornare sui propri passi e accettare una richiesta di proroga che potrebbe essere concessa in una nuova riunione venerdì. Senza la proroga del memorandum, il versamento dell’ultima tranche di finanziamenti e magari di nuovi fondi sarebbe sospeso e Atene si troverebbe rapidamente insolvente.
Ieri il ministro Padoan ha escluso ogni ipotesi di uscita della Grecia dall’euro: una possibilità che, ha detto, «mi pare del tutto fuori questione». Ma in realtà, in mancanza di un accordo, la possibilità che l’insolvenza del Paese lo spinga ad uscire dalla moneta unica sta diventando di ora in ora più concreta.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sono sessantasei i fascicoli di polizze infortuni in favore dei dirigenti di cui si sono perse le tr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Questo shock senza precedenti potrebbe causare qualche vittima tra le banche». Un Ignazio Visco i...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Non sarà possibile avere il Recovery Fund in funzione dal primo gennaio 2021 e anche il Bilancio ...

Oggi sulla stampa