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Atene: il 24 intesa con i creditori

La Grecia rimborserà il Fondo monetario internazionale il prossimo 9 aprile, come previsto. Christine Lagarde, direttore generale dell’Fmi, ha incassato le rassicurazioni del ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, volato a Washington, dove nelle prossime ore incontrerà esponenti del Tesoro americano. Gli Stati Uniti sono preoccupati che la crisi greca, con una possibile uscita dall’euro da parte di Atene, possa di nuovo far deragliare la timida ripresa in atto in Europa grazie al Qe della Bce, al cambio favorevole dell’euro sul dollaro, e al basso prezzo del petrolio. 
«La continua incertezza non è negli interessi della Grecia e accolgo positivamente la conferma del ministro che il pagamento dovuto al Fondo arriverà il nove aprile per 460 milioni di euro», ha dichiarato Lagarde in una nota. «Ribadisco che il Fondo rimane impegnato a lavorare insieme alle autorità per aiutare la Grecia a tornare su un percorso sostenibile di crescita e occupazione», ha precisato inoltre. Varoufakis ha anche ribadito che il governo di cui fa parte «riformerà la Grecia in profondità» e si sforzerà di migliorare «l’efficacia dei negoziati» con i creditori. La rassicurazione è giunta mentre il premier greco, Alexis Tsipras, si prepara a volare a Mosca domani per incontrare il presidente russo, Vladimir Putin.
Washington è in allarme per la disinvolta politica estera di Atene, paese della Nato, che si avvicina sempre di più alle posizioni di Mosca in tema di sanzioni per la crisi ucraina. Mosca potrebbe, in cambio del sostegno greco nel bloccare con il veto nuove sanzioni Ue, togliere il divieto di import per alcuni prodotti agricoli, come kiwi e pesche, dalla Grecia. Un segnale di distensione verso Atene e a tutti coloro che si dimostreranno più sensibili alle esigenze russe.
Improbabili, invece, aiuti di tipo finanziario ad Atene, viste le difficili condizioni economiche di Mosca alle prese con le sanzioni internazionali e un basso prezzo del petrolio. Lo stesso ministro Varoufakis ha sottolineato che la crisi economica greca deve essere risolta esclusivamente all’interno dell’Unione europea. «Ho detto più volte che la soluzione alla crisi greca è una questione della famiglia europea e sarà trovata all’interno dell’Ue», ha spiegato il ministro. «Tutt’altra cosa», ha aggiunto, è che la Grecia voglia migliorare le relazioni e sviluppare la cooperazione con i paesi non-Ue «sulla base di interessi comuni». La visita di Tsipras a Mosca nei prossimi 8 e 9 aprile è stata duramente criticata dalla Germania e non sono servite a nulla le molteplici dichiarazioni che l’intenzione non è quella di minare l’unità della Ue.
La Grecia è in cerca di alleati tra Stati Uniti e Russia, per ammorbidire le posizione dei falchi europei, tra cui proprio Berlino, mentre riprendono a Bruxelles le discussioni sul piano di riforme e il ministro Varoufakis ha detto che all’Eurogruppo del 24 aprile ci vuole proprio un accordo.
Il ministro greco delle Finanze, ha detto di volere raggiungere un’intesa preliminare con i creditori alla riunione dell’Eurogruppo il 24 aprile, come riferisce il quotidiano economico “Naftemporiki”. Quanto alle riforme sono cinque i punti per un accordo preliminare il 24 aprile. Ad elencarli, in un’intervista sempre allo stesso quotidiano Naftemporiki, è il ministro Varoufakis. Il primo punto è fissare livelli «logici» di avanzo primario, intorno a 1,5% contro il 4,5% richiesto dalla troika. Secondo punto: ristrutturazione del debito, senza necessariamente un haircut, che leghi i rimborsi al Pil nominale, cioè alla crescita del Peese mediterraneo e trasformi i crediotri in partner. Terzo: pacchetto di investimenti di Bei e Fondo europeo degli investimenti disegnato appositamente per la Grecia. Quarto: una bad bank per le sofferenze bancarie. Quinto: riforme strutturali.
Proprio su questo ultimo punto ci sono le maggiori divergenze tra creditori e Atene. Il governo greco punta su misure di rilancio della crescita e del potere di acquisto per la popolazione mentre la troika chiede di ridurre ulteriormente le pensioni e i salari per recuperare competitività attraverso la svalutazione interna. È probabile che si giunga a un compromesso che preveda il rinvio, non la loro abrogazione, delle misure più impopolari a momenti successivi nel tempo.
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