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«Atene, effetti diretti modesti per l’Italia»

«Il Consiglio Direttivo della Bce è pronto a usare tutti gli strumenti a sua disposizione» per mitigare la crisi greca e «ha agito con responsabilità e prudenza mantenendo il sostegno di liquidità alle banche elleniche. Ma la situazione è oggettivamente difficile. E il sostegno dipende strettamente dalla prospettiva di un accordo politico, su un programma che annulli il rischio di insolvenza sul debito della Grecia». Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco ha spiegato ieri di fronte al pubblico di operatori finanziari riunito per l’assemblea annuale dell’Abi che senza un accordo politico la Banca centrale europea nei prossimi giorni si troverà con le mani legate. E ha chiarito quali possono essere le implicazioni per il nostro paese. «Gli effetti diretti della crisi greca, per il tramite dei legami commerciali e finanziari, sarebbero modesti per l’Italia, anche nei peggiori scenari». Ma ci sono rischi di lungo termine, connessi all’eventualità di un Grexit:«La crisi potrà però avere ripercussioni più gravi- ha aggiunto Visco- se riaccenderà negli investitori internazionali il timore che l’euro non sia irreversibile». Per questo, Visco è tornato a sottolineare anche gli attuali limiti «presenti nella governance dell’Unione economica e monetaria». Infatti, «la stabilità dell’Unione non può essere messa in discussione dalle difficoltà di un solo paese». E ha aggiunto: «Se uno Stato membro si trova in una posizione finanziariamente insostenibile deve essere possibile arrivare a una soluzione in modo rapido e ordinato». Pertanto nell’azione di rafforzamento dell’integrazione europea, non solo economica, secondo Visco «vanno ricercate e introdotte modalità efficaci di gestione dell’emergenza, forse non solo di quella finanziaria». Quanto al nostro paese «in Italia sono state compiute scelte di rilievo – ha osservato il Governatore, secondo il quale – se ne cominciano a vedere i frutti. Senza quelle scelte- ha aggiunto – avremmo subito gravi ripercussioni dalla crisi greca. Ricordiamo bene i rischi corsi da noi e altri paesi nel 2011-12, superati anche con il contributo, eccezionale ma necessariamente temporaneo, degli interventi di politica monetaria». Il compito di riforma, però, ha ammonito, non è esaurito e deve proseguire «in tutti i settori dell’economia, nelle amministrazioni pubbliche». Anche il sistema finanziario, ha osservato «deve divenire più competitivo e riacquisire la capacità di sostenere pienamente l’economia». 
A questo proposito, Visco è tornato anche sulla questione dei crediti deteriorati delle banche ricordando che , anche se il flusso di nuove sofferenze in rapporto ai prestiti sta scendendo (è al 2,4% con il 2,6 % medio nel 2014) a fine marzo la consistenza delle sofferenze era al 10,2 per cento e i non performing loans al 17,9. Questo elevato ammontare, secondo Visco «resta un freno all’offerta di finanziamenti» nonostante la schiarita in corso sul versante del credito dovuta anche al fatto che l’«espansione monetaria si sta gradualmente trasmettendo alle condizioni del credito» .
Così, dopo aver dato atto al governo di aver agito in modo efficace con le disposizioni varate per accelerare la riscossione e per il passaggio alla deducibilità immediata di svalutazioni e perdite su crediti è tornato a sollecitare l’attuazione del progetto per la creazione di una società specializzata per l’acquisto dei crediti deteriorati, per la quale sono tuttora in corso approfondimenti con la Ue. «Il dialogo va finalizzato in tempi rapidi» ha osservato Visco secondo il quale«il protrarsi dell’incertezza su questa materia può disincentivare la finalizzazione di transazioni sul mercato.
Infine, il Governatore ha ricordato, in tema di gestione delle crisi bancarie, che, Bankitalia è stata designata come autorità italiana di risoluzione delle crisi . E ha raccomandato alle aziende di credito che nel collocare i propri titoli applichino la disciplina a tutela degli investitori con una cura particolare, perché con il nuovo regime previsto dalla direttiva Ue, i sottoscrittori potrebbero essere chiamati a sostenere i costi della risoluzione.«Andranno fornite alla clientela informazioni esaustive sulle caratteristiche dei diversi strumenti» ha osservato. «Quelli più rischiosi- ha concluso- dovrebbero essere esplicitamente riservati a investitori istituzionali».

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