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Atene deve ripagare il debito

 

Una ristrutturazione del debito greco non è inevitabile e non farebbe che peggiorare la situazione. Lo ha dichiarato alla radio austriaca Lorenzo Bini Smaghi, membro del comitato esecutivo Bce. «Partiamo dal principio che in Europa chi contrae un debito lo ripaga», ha detto Bini Smaghi, «è la base dell'economia di mercato. Quindi ci aspettiamo che i greci ripaghino i loro debiti e il miglior modo di farlo è portare avanti il programma stabilito con Ue e Fmi, che forse andrà rafforzato. La Grecia non risolverebbe i problemi non pagando i debiti, li peggiorerebbe».

Ha rincarato la dose Christian Noyer, membro del direttivo Bce, secondo il quale l'ipotesi di una ristrutturazione del debito equivarrebbe a un default: esso, o un'uscita di Atene dall'euro, rappresenterebbe uno «scenario horror. La Grecia deve rispettare nella sua interezza il programma concordato con Ue e Fmi, non c'è alternativa», ha aggiunto Noyer, spiegando che un riscadenzamento dei tempi di maturazione del debito «porrebbe complicate questioni legali» e farebbe sì che «nessuno vorrebbe più prestare soldi alla Grecia».

Il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, si è detto d'accordo, osservando che «c'è il pericolo reale che una forma o un'altra di ristrutturazione o di riscadenzamento del debito aggravi la situazione». L'Unione europea, dal canto suo, è molto determinata nell'evitare il default del paese. L'attenzione, per Van Rompuy, deve rimanere sulle ambiziose riforme del governo greco, che deve fare di più sul fronte del consolidamento. Ma i mercati non stanno dando molto tempo al paese. Intanto un portavoce del commissario Ue agli affari economici e monetari, Olli Rehn, ha detto che la Commissione «si rallegra» per il nuovo piano di consolidamento dei conti pubblici greci, con l'obiettivo di arrivare al 7,5% del rapporto deficit/pil entro la fine dell'anno e, in particolare, per la «decisione di procedere immediatamente con il programma di privatizzazioni».

Ieri, però, il costo per assicurarsi contro il default del debito greco ha toccato nuovi massimi storici alimentando i timori degli investitori, già preoccupati per i segnali scoraggianti che arrivano dalla periferia dell'area euro. I Cds sui titoli greci a cinque anni sono saliti di 22 punti base a quota 1.435.

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