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Atene chiede più aiuti e promette le riforme

Il premier greco Alexis Tsipras ha inviato all’Eurogruppo la richiesta di un terzo piano di aiuti e ha annunciato nell’Europarlamento di essere pronto ad un accordo con i creditori in cambio di «un programma sostenibile proprio per ripagare i nostri debiti e per non dover sempre chiedere altri soldi». Ma il governo tedesco, appoggiato da Paesi del Nord e dell’Est, ha confermato la posizione molto dura con Atene espressa dalla cancelliera Angela Merkel, che ha escluso riduzioni del debito e dato tempo solo fino al summit di domenica per accettare riforme e misure di austerità finora respinte da Atene. 
A Bruxelles, dopo aver ricevuto la proposta generica del governo di Atene per nuovi prestiti triennali del fondo salva Stati, hanno attivato la procedura. Entro stanotte sono attesi i dettagli sulle riforme accettate: per consentire la valutazione dell’Eurogruppo e dei rappresentanti dei creditori sulla possibilità di un accordo nel vertice dei 19 capi di governo in programma domenica: subito seguito da un summit Ue a 28, necessario in caso di fallimento del negoziato ed esclusione della Grecia dalla zona euro, già ipotizzata dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker.
All’Eurosummit Merkel, che si era espressa a favore del Sì nel referendum in Grecia sulle misure di austerità, è apparsa contrariata dalla vittoria del No di Tsipras. Ha usato toni che hanno fatto intuire grandi difficoltà per un accordo. Il governo di Berlino ha poi escluso sconti sul debito greco e sulle misure di austerità, rinviando alle posizioni rigide della cancelliera dopo l’Eurosummit.
Tsipras è stato accolto nell’Europarlamento di Strasburgo con tifo da stadio dell’estrema sinistra e destra. La maggioranza di centrodestra e centrosinistra ha reagito con critiche, silenzio e fischi. «Chiedo un taglio del debito per poter essere in grado di restituire i soldi — ha dichiarato il premier greco —. Ricordo che il momento di massima solidarietà in Europa è stato nel 1953, quando venne tagliato il 60% del debito tedesco dopo la guerra». Ha difeso la sovranità nazionale nel trovare misure equivalenti a quelle pretese da Merkel perché altrimenti si «scivolerebbe verso la dittatura dei creditori» e «i Paesi sottoposti agli aiuti non dovrebbero neanche tenere le elezioni». Tsipras ha ricordato che «cinque anni» di programmi Ue di austerità hanno fatto precipitare l’economia ellenica «in un circolo vizioso di recessione e depressione» e che i prestiti sono stati usati per salvare banche (tedesche, francesi ed elleniche) e «non sono arrivati mai al popolo greco».
Il leader del Ppe, il tedesco Manfred Weber, ha definito il governo ellenico «catastrofico». L’eurosocialista Gianni Pittella ha detto che il suo partito «non accetterà mai una Grexit». Il presidente del Consiglio dei governi, il polacco Donald Tusk, ha invitato Tsipras a «cercare aiuto fra gli amici e non fra i nemici», riferendosi a possibili finanziamenti di Mosca. Emozione ha provocato l’eurodeputato greco Manolis Glezos di 92 anni, eroe comunista della Resistenza per aver strappato la bandiera nazista sul Partenone, quando ha ammonito che «l’Europa l’abbiamo inventata noi, non ve la regaleremo» .

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