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Aste giudiziarie erose dai costi

Vendite giudiziarie di immobili zavorrate dai costi. Le spese di avvio e prosecuzione delle procedure esecutive possono arrivare a erodere il 25% del prezzo ricavato in asta. Che già di regola presenta un ribasso del 50-60% rispetto alla somma stimata nell’atto di mutuo. Dall’avvocato del creditore all’esperto stimatore del fabbricato, dal professionista delegato alla vendita al custode giudiziario. Senza tralasciare i costi di pubblicità obbligatoria. Tutti esborsi che si moltiplicano ogni volta che la procedura si ripete, tenuto conto che servono in media diverse aste per ricevere le prime offerte (anche perché spesso le perizie risalgono a diversi anni prima e presentano valori ormai fuori mercato). È quanto rileva l’Associazione T6 – Tavolo di studio sulle esecuzioni immobiliari, in un rapporto che analizza i costi delle aste giudiziarie, prendendo in esame tutti i passaggi, dai primi adempimenti a carico del creditore procedente (ispezioni ipotecarie, redazione dell’atto di pignoramento ecc.) all’incasso e alla distribuzione del ricavato. Nonostante la maggior parte degli oneri sia percentualizzata, ogni figura professionale coinvolta ha compensi minimi, ai quali si aggiungono costi fissi, bolli, diritti di segreteria e notifiche che rappresentano un grave handicap per gli immobili aggiudicati a importi inferiori ai 100 mila euro. E il recente dm 227/2015, che ha ridefinito i criteri per il calcolo della parcella del professionista di riferimento, comporta per gli immobili abitativi più diffusi (taglia media) un ulteriore aumento dei costi. Lo scenario di riferimento varia da tribunale a tribunale. Nonostante si utilizzino ovunque le stesse tabelle ministeriali, «si assiste comunque all’applicazione di diversi parametri vista la flessibilità che tali tabelle permettono, sia a livello di scelta tra minimi e massimi, sia a livello di modalità di calcolo (in virtù del principio dell’autonomia discrezionale del singolo giudice dell’esecuzione)», rileva l’associazione. «Lo studio», spiega Federico Cecconi, presidente dell’Associazione T6, «vuole essere un piccolo contributo alla diffusione di una maggiore consapevolezza di alcuni aspetti a volte trascurati ma che a nostro avviso rappresentano un elemento importante relativamente all’efficienza dell’esecuzione forzata, alle tutele del debitore e alla migliore valorizzazione delle garanzie ipotecarie sottese ai crediti deteriorati di cui tanto si parla in questo momento».

Valerio Stroppa

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