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Asta dei titoli tedeschi: rendimento negativo

di Stefania Tamburello

ROMA — Il risultato dell'asta dei Bund tedeschi a sei mesi la dice tutta sul nervosismo e sulla paura che catalizzano i mercati. Per la prima volta nella storia, Berlino ha collocato i suoi titoli a breve per 3,9 miliardi ad un tasso negativo dello 0,0122%. Gli investitori hanno cioè accettato di rimetterci qualcosa pur di proteggere il capitale investendolo nel bene più sicuro, il Bund, che c'è in Europa. Significativo nell'ottica della prudenza, o meglio, della scarsa fiducia che regna tra gli operatori, sempre più avversi al rischio, è poi anche il nuovo record dei depositi overnight delle banche presso la Bce, arrivato a superare i 463 miliardi di euro. Quei depositi che suscitano proteste in Italia perché di fatto le aziende di credito, comprese le italiane (che a fine dicembre avevano in corso 210 miliardi di prestiti da Eurotower, 50 in più di novembre), parcheggiano i fondi a Francoforte invece che destinarli ai prestiti alle imprese e alle famiglie. Ma che rivelano anche la grande sfiducia delle banche che preferiscono depositare la liquidità in Bce a tassi bassi piuttosto che prestarseli l'un l'altra nell'interbancario a condizioni più convenienti. Nonché la loro forte preoccupazione per i costi dei prossimi rifinanziamenti sul mercato.
La tensione insomma regna sovrana e a farne le spese, in un mercato rarefatto, in cui gli scambi sono ridotti al minimo ma proprio per questo in grado di spostare significativamente prezzi e spread, sono i debiti degli Stati più in difficoltà, come l'Italia, e le Borse. Ieri è stata una giornata altalenante ma negativa per tutti i listini del Vecchio continente che hanno risentito del calo superiore al previsto della produzione industriale della Germania e non hanno preso spunto dall'incontro fra il presidente francese Nicolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel, che invece ha deluso i trader. Parigi ha perso lo 0,31%, Londra lo 0,66%, Francoforte lo 0,67% e Milano, la peggiore, è scesa dell'1,67%, trascinata in basso dai titoli bancari con Unicredit, caduto del 12,81% e Mps crollato di oltre il 14%. Certamente lo scenario di rafforzamento patrimoniale delle banche europee chiesto dall'Eba, l'autorità di vigilanza, pari a circa 100 miliardi, sta deprimendo le Borse. Influenzate anche delle tensioni sui titoli di Stato, determinate dalle incertezze dell'azione comune europea nell'affrontare la crisi. I titoli italiani, in un mercato nervoso ma poco mosso, sono stati gli unici ad ampliare lo spread con i Bund tedeschi di uguale durata. Sul decennale il differenziale è risalito a 531 punti base mentre i rendimenti sono a 7,16%. Cresce quindi l'attesa per le prossime aste del Tesoro che si svolgono in un mercato affollato visto che quasi tutti i Paesi dell'unione si rivolgeranno in questa settimana al mercato per rifinanziarsi. Giovedì saranno offerti 12 miliardi di Bot di cui 8.500 a scadenza annuale e 3,5 flessibili a 136 giorni. A metà gennaio vengono a scadere Bot per 7,7 miliardi, tutti annuali, un quantitativo inferiore alle emissioni che il Tesoro ha deciso di varare privilegiando le brevi scadenze in questo momento meno in tensione e con tassi più contenuti delle medie e lunghe scadenze. Venerdì sarà poi la volta dei Btp triennali.

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