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Asta CTz a segno, i tassi scendono all’1,392%

Non poteva iniziare meglio per il Tesoro la tre giorni di aste da 17 miliardi di euro di fine mese con i tassi in calo e una domanda tonica. Il clima di mercato ancora favorevole nei confronti dei Paesi periferici, dalla Spagna, al Portogallo, all’Italia ha sostenuto il collocamento del Tesoro italiano i cui titoli continuano ad offrire rendimenti interessanti per gli investitori.
Giù i rendimenti in asta
Complessivamente, ieri sono stati collocati titoli zero coupon a 24 mesi e BTp indicizzati all’inflazione scadenza 8 anni per un ammontare di 3 miliardi di euro. Forte la domanda del titolo a due anni: offerto per 2,250 miliardi, è riuscito a raccogliere richieste per quattro miliardi, per un rapporto di copertura pari a 1,78, stabile rispetto all’1,77 precedente. Il rendimento è stato fissato all’1,392%, 23 punti in meno rispetto all’ultima asta del 25 settembre, collocandosi al di sopra del minimo dello scorso 22 ottobre del comparto a due anni quando aveva toccato 1,35 per cento. Collocati anche 750 milioni di BTp indicizzati, con scadenza settembre 2023: hanno raccolto una domanda di 1,35 miliardi e un rendimento lordo del 2,73 per cento.
Questa mattina sarà la volta dell’asta BoT a 6 mesi per circa 8 miliardi: ieri sul grey market il titolo veniva scambiato allo 0,67%, dieci centesimi in meno rispetto allo 0,78% dell’ultima asta di un mese fa.
L’asta più attesa sarà quella dei BTp a 5 e 10 anni per un ammontare fino a 6 miliardi, in calendario domani: «C’è una buona richiesta da parte del mercato e il Tesoro cerca di approfittarne», ha commentato un operatore, facendo notare come i collocamenti stiano beneficiando delle buone performance che si stanno registrando sul mercato secondario: ieri lo spread ha chiuso a 245 centesimi (2 in meno rispetto all’apertura), con un rendimento sceso al 4,19% favorito in parte dalla discesa del titolo tedesco a 1,75 per cento.
Il confronto con la Spagna è misurato in undici punti di distacco a favore di Madrid del differenziale di rendimento dei Bonos spagnoli che ieri si è spinto fino a 234 punti e il rendimento al 4,08 per cento. A soffrire in questi giorni potrebbe essere proprio il mercato secondario appesantito dagli impegni sul primario a causa delle aste. Questi saranno gli ultimi appuntamenti prima del lancio del nuovo BTp Italia il cui collocamento è previsto dal 5 all’8 novembre.
Da Moody’s allarme banche
Sul fronte borsistico, chiudono deboli le Borse europee in linea con l’andamento di Wall Street e alla vigilia della riunione della Fed che oggi inizia la riunione di due giorni del Federal Open Market Committee. Tra i listini, finisce sopra la parità solo Londra, dove l’indice Ftse 100 ha guadagnato lo 0,07 per cento. Le vendite sono concentrate soprattutto sui bancari, che risentono ancora dell’annuncio dell’asset quality review della Bce. Il Dax di Francoforte lima uno 0,08%, l’Ftse Mib di Milano perde lo 0,24% a 18.829,42 punti. Su Piazza Affari pesa il report di Moody’s sui pericoli per le banche di piccole dimensioni e sul rischio di un’iniezione di soldi pubblici, in assenza di investitori privati. A soffrire Banco Popolare (-1,84%), Bpm (-2,3%), Creval (-0,92%) mentre guadagnano terreno Montepaschi (+2%) e Carige (+2,6% su ipotesi di cambi al vertice). Stesso andamento a Madrid, con l’Ibex in ribasso dello 0,81% a 9.736,2 punti, con Bbva a -2,81% e Santander a -2,62 per cento.

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