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Asta BTp ok, le Borse rifiatano

Si chiude in maniera positiva la tre giorni di aste del Tesoro. Ieri sono stati collocati 6,645 miliardi di euro totali di titoli a medio-lungo termine su una forchetta che oscillava tra i 4,5 e 7 miliardi. Assegnati BTp a 5 e 10 anni e CcTeu, tutti con rendimenti in calo. Nel dettaglio, il titolo quinquennale (scadenza giugno 2017) è stato piazzato per 2,72 miliardi su un massimo di 3 miliardi. In netto calo il rendimento: si è passati dal 4,73% di fine agosto al 4,09%, minimo da maggio 2011, mentre il rapporto di copertura è risultato più basso dell’asta precedente (1,38 da 1,46). In flessione anche il tasso del BTp a 10 anni (novembre 2022), arretrato al 5,24% dal 5,82% di fine agosto. Collocati 2,93 dei 3 miliardi messi sul piatto. Anche in questo caso, da segnalare il calo del bid-to-cover ratio, attestatosi al l’1,33 dal precedente 1,42. Infine, il Tesoro ha assegnato anche un miliardo di CcTeu, a un tasso del 4,56% dal 5,33% di fine agosto. Stessa musica per il rapporto domanda-offerta, passato a 2,18 da 2,42 del mese scorso.
Nel complesso l’esito dell’aste di ieri può essere giudicato positivamente. I rendimenti sono usciti vicini ai livelli del secondario e in calo rispetto all’ultima asta, quando però ancora non era stato annunciato il piano della Bce e i livelli erano nettamente più alti. Un po’ meno positivo il fatto che non sia stato collocato l’intero ammontare previsto, soprattutto sul cinque anni. Tuttavia, segnala Luca Cazzulani, analista di UniCredit, «va detto che sulla scadenza 2017 si concentrava sia l’offerta a tasso fisso sia quella a tasso variabile col CcTeu». E non si può dimenticare che la settimana che ci lasciamo alle spalle, complice il riacutizzarsi delle tensioni su Spagna e Grecia, non deponeva a favore del debito dei Paesi periferici. Ciononostante, «con questa tornata il Tesoro è arrivato a coprire quasi l’80% del programma di emissioni a medio lungo e questo è senza dubbio positivo», aggiunge Alessandro Giansanti, analista di Ing.
Anche in virtù della buona performance sul mercato primario, lo spread sul secondario si è raffreddato rispetto alla seduta precedente. A fine giornata il differenziale con la Germania sui dieci anni è sceso a 373 punti dai 381 di mercoledì, mentre quello spagnolo si trova 78 punti base sopra, a quota 451. Il tasso italiano a 10 anni è quindi calato al 5,17%, quello spagnolo al 5,91%.
Sul versante azionario, dopo un avvio in pesante flessione che faceva temere una replica del tracollo di mercoledì, le borse europee sono riuscite a chiudere in positivo.
Un po’ di ottimismo l’hanno sparso le voci di possibili nuove misure di stimolo economico in Cina e il fatto che la Spagna sia più vicina al salvataggio. Ieri sono state annunciate le linee guida della finanziaria 2013 di Madrid, il cui ammontare dovrebbe essere vicino ai 40 miliardi di euro, e questo ha rassicurato i mercati sul fatto che la Spagna è incamminata su un percorso di austherity irreversibile. Alla fine i rialzi sono apparsi comunque frazionali: migliore l’intonazione di Parigi (+0,72%), positiva Milano (+0,27%, in ripresa dopo il calo superiore al 3% di mercoledì), Francoforte (+0,19%) e Londra (+0,20%). In flessione invece la borsa spagnola, con Madrid in calo dello 0,15%, e Atene, scesa dell’1,65%.

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