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Asta Btp ok, indici di fiducia ai massimi da due anni

In Italia, l’accordo sul rinvio dell’Imu al prossimo anno che potrebbe aver scongiurato la crisi del governo Letta, per ora, le elezioni anticipate. Negli Usa, la revisione al rialzo del Pil, con l’economia americana cresciuta molto delle attese. A livello internazionale, il calo di tensione dopo la frenata da parte del presidente Obama non ancora convinto dell’intervento militare in Siria. Tutto questo si è tradotto in una giornata di tregua sui mercati finanziari, di cui ha beneficiato in particolare il nostro Paese, a cominciare dalla Borsa, ieri la migliore in Europa, nonché lasituazione dei conti pubblici.
L’accordo tra Pd e Pdl sull’Imu non poteva cadere meglio: il Tesoro ieri ha collocato 6 miliardi di Btp a 5 e 10 anni. L’asta ha fatto il pieno, con rendimenti stabili, anche se la domanda è stata — a detta degli addetti ai lavori — abbastanza debole.
Segno che l’Italia rimane sorvegliato speciale; anche se la congiurata crisi di governo ha avuto ripercussioni positive sullo spread. Il differenziale con i Bund tedeschi si è in parte richiuso e alla chiusura dei mercati ha quotato 252 punti. Il differenziale con i bonos spagnoli che soltanto due giorni fa era di 2 punti è ora di 17. Il calo delle spread ha portato gli investitori ha ricoprirsi sulle banche italiane, i cui titoli hanno trascinato al rialzo Piazza Affari, la migliore del Vecchio Continente con un rialzo dello 0,97%.
Il caso ha voluto che tutto ciò cadesse nel giorno in cui l’Istat ha pubblicato una serie di dati, a sorpresa, positivi per l’economia italiana. L’Istituto di statistica ha rivelato come, per il secondo mese consecutivo salga il clima di fiducia delle imprese italiane. Ad agosto, l’indice composito sale a 82,2 da 79,8 di luglio, ai massimi da agosto 2012 quando era a 81,6. Ancora meglio il clima di fiducia dei consumatori — sempre ad agosto — con il relativo indice che passa a 98,3 da 97,4 di luglio, il più alto da agosto 2011. Dati contestati dalle associazioni dei consumatori come «sempre più improbabili». Per Federconsumatori e Adusbef «non rispecchiano la situazione delle famiglie che, nel biennio 2012-2013, hanno tagliato i propri consumi del – 7,8% riducendo la spesa alimentare 4,5%».
A rasserenare il mercato ha contribuito anche il dato sul Pil Usa reso noto dal dipartimento al Commercio. nel secondo trimestre è cresciuto del 2,5 per cento contro la stima preliminare dell’1,7 per cento e contro le attese degli analisti che si aspettavano un +2,2 per cento.Gli Usa hanno migliorato sia le esportazioni che gli investimenti, mentre le spese federali sono calate dello 0,9 per cento. Un quadro positivo che ha fatto salire i mercati, ma senza troppo entusiasmo. Londra ha chiuso in crescita dello 0,8%, Parigi dello 0,65% e Francoforte dello 0,45%. Chiusura positiva anche per Wall Street che in chiusura ha ridotto i guadagni.
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