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Asta BTp, nuova discesa dei tassi

Il Tesoro italiano supera la prova dell’asta BTp di metà mese, collocando 7,2 miliardi di euro di titoli a 3 e a 15 anni, strappando ancora una volta un calo dei rendimenti. Un risultato non scontato alla luce delle incertezze politiche sulla formazione del governo, in parte anticipato dalla positiva asta dei BoT di mercoledì. Il buon esito del collocamento ha avuto ripercussioni immediate sullo spread, sceso dopo l’asta sotto 300 punti base (295 centesimi), con il rendimento del BTp decennale che ha toccato 4,28%, il minimo degli ultimi sei mesi. In chiusura è tornato a risalire fino a 303 punti base. Terza seduta positiva anche per Piazza Affari che sull’onda delle Borse europee e di Wall Street, ha messo a segno un rialzo dello 0,58% con il Ftse Mib che ha rotto la soglia psicologica del 16.000 punti. In rialzo anche gli altri listini europei, il Dax a Francoforte è salito dello 0,85%, a Parigi il Cac 40 +0,96% e a Madrid l’Ibex +0,28 per cento. Gli acquisti sull’azionario europeo sono stati condizionati da Wall Street con il Dow Jones che si è avvicinato a toccare un nuovo massimo storico. Oggi sono attesi i primi dati trimestrali delle banche: JP Morgan e Wells Fargo sottoporranno i dati dei primi tre mesi all’attenzione del mercato. I risultati sono attesi timidamente positivi alla luce della scarsa volatilità a cui si è assistito nella prima parte dell’anno e il continuo miglioramento del comparto mutui negli Usa.
L’interesse di ieri era tutto per il nuovo BTp triennale italiano scadenza maggio 2016 che ha registrato un rendimento in calo di 19 punti a 2,29%, catalizzando richieste per 5,16 miliardi a fronte di un’offerta per 4 miliardi. Meno forte la domanda sul BTp a 15 anni, che comunque ha confermato la riduzione dei rendimenti al 4,68% dal 4,90% dell’asta di marzo, spuntando richieste per 2,208 miliardi contro un’offerta tra 1,5 e 2 miliardi di euro. Collocato anche il CcTeu scadenza 2017 per 1,5 miliardi (richieste per 1,914 miliardi) con un tasso lordo del 2,74%, in calo di 0,21 punti sull’asta precedente. Il tema della liquidità ha tenuto banco anche all’asta di ieri che ha raccolto complessivamente ordini per 9,73 miliardi di euro su 7,2 miliardi sottoscritti, con un rapporto tra domanda e offerta all’1,40 lo stesso della precedente asta. Un segnale che viene letto alla luce dell’incertezza politica, la quale sembra incidere marginalmente sulle scelte di investimento degli operatori esteri e domestici che, in questa fase, hanno consistenti quantitivi di liquidità da collocare, a cominciare da quelle banche che non hanno ancora restituito i prestiti alla Bce.
«L’interesse dall’estero c’è», ha ribadito Maria Cannata, dirigente generale del Tesoro, responsabile per il debito pubblico intervistata Tv, ma potrebbe essere anche maggiore se ci fosse meno incertezza nei confronti dell’Italia. Dal punto di vista di chi ha la gestione del debito pubblico, ha aggiunto Cannata, «non c’è paragone» con la situazione di fine 2011 quando entrò in carica il Governo Monti e lo spread dei BTp decennali volava fino a quota 570 punti con i Bund di pari durata. «L’economia reale ha continuato a soffrire nel corso del 2012 ma se si fosse protratta la situazione di fine 2011 staremmo molto peggio, non c’è paragone». Questo non tanto per il maggior costo degli interessi sul debito quanto «per la difficoltà di erogare il credito all’economia». Secondo Cannata in questo senso tra gli attuali 300 punti di spread BTp-Bund e i 550-570 del novembre 2011, ribadisce, «non c’è paragone».
A ribadire il concetto è stato lo stesso presidente del consiglio Mario Monti, convinto che «l’Italia non sta contagiando nessuno». Parlando a Londra, dove sta partecipando al G8 dei ministri degli Esteri, in qualità di responsabile della Farnesina ad interim, il premier ha risposto a chi gli ha chiesto di commentare le parole di allarme contenute nel Rapporto sugli squilibri macroeconomici della Commissione Ue, a proposito di un rischio contagio legato alle tensioni sul fronte del debito pubblico: la riduzione dello spread tra BTp e Bund contribuirà a un risparmio della spesa per interessi passivi sul debito stimata in 7,7 miliardi di euro per il bilancio dello Stato, «un miglioramento – si legge nel documento di economia e finanza – che non avrebbe potuto materializzarsi senza l’azione decisa dal governo in materia di riequilibrio delle finanze pubbliche e di riforme strutturali per la crescita».

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