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Asta BTp, l’Italia supera il test

Termina meglio del previsto l’ultima tornata delle aste di fine mese in un clima in generale più disteso sui titoli di Stato italiani. Un finale certamente non scontato se si pensa che all’inizio della settimana spirava aria di crisi di governo, oltre alle tensioni internazionali con la Siria in primo piano. In questo clima e con un mercato ancora sottile, il Tesoro è riuscito a collocare billantemente 19,5 miliardi di titoli di Stato, l’ultima tranche ieri da 6 miliardi di BTp a 5 anni e a 10 anni. Resta attorno a 250 punti lo spread del decennale contro il Bund tedesco a seguito del calo di rendimenti sul fronte tedesco come conseguenza della delicata situazione geopolitica. Altro segnale di distensione è l’allargamento dello spread tra BTp e Bonos spagnoli che per il decennale ieri ha toccato i 16 centesimi dai 4 di martedì.
Positiva anche Piazza Affari, insieme alle altre Borse europee, sulla scia di Wall Street che, partita debole, ha virato in positivo a metà seduta. Un recupero per le piazze americane, dopo il sell-off di martedì, dovuto all’allontanamento del possibile intervento militare americano contro la Siria, che all’inizio della settimana sembrava imminente.
Nonostante la liquidità non sia ancora abbondante, anche l’asta a medio e lungo termine passa il test. «La cancellazione delle aste di metà mese ha evitato pressioni in vendita in un periodo di scambi ridotti: i dealer hanno venduto così titoli italiani e comprato spagnoli anticipando le aste italiane», ha detto Gustavo Baratta, responsabile trading titoli governativi di Banca Imi. La prossima settimana sono previste le aste spagnole sono ed è probabile che assisteremo ad un movimento opposto. Tutto questo con il BTp a 5 anni che inizialmente non era previsto, ed è stato anticipato dal Tesoro rispetto alla scadenza di settembre perché con le elezioni tedesche alle porte alla fine del prossimo mese potrebbero crearsi nuove tensioni. Il BTp a 10 anni per 2,5 miliardi di euro è stato collocato a un tasso del 4,46%, stabile rispetto all’asta precedente e con una domanda pari a 3,791 miliardi, 1,52 volte l’offerta contro l’1,32 del mese scorso. Sulla scadenza a cinque anni il tasso è salito lievemente al 3,38% dal 3,22% di luglio, con una domanda di 4,264 miliardi, pari a 1,22 volte l’offerta. Alcuni analisti spiegano che il rialzo del rendimento sul quinquennale è da imputarsi principalmente ai sei mesi in più di scadenza effettiva del nuovo Btp dicembre 2018 rispetto al precedente giugno 2018, con cui si raffronta la nuova emissione.
Le Borse del Vecchio Continente, sostenute anche da incoraggianti dati macro provenienti dalla sponda americana dell’Atlantico, hanno chiuso in positivo: Milano è la migliore (+0,97%), quindi a seguire Londra (+0,82%), Parigi (+0,65%), Francoforte (+0,45%) e Madrid (+0,40%). Piazza Affari ha portato il rialzo da inizio anno a quasi il 4% e nella seduta si è messa in evidenza Mediaset (+4,8% a 3,18 euro), che ha così azzerato il calo delle ultime sedute. Negli Stati Uniti il Pil nel secondo trimestre è stato rivisto in rialzo a +2,5% da +1,7% della prima stima mentre le richieste di sussidi alla disoccupazione la settimana scorsa sono scese più del previsto, di 6mila unità a quota 331mila. L’economia a Stelle e strisce continua a crescere e a questo punto la Fed avrebbe abbastanza margini di manovra per dare il via al cosiddetto tapering, diminuzione graduale del piano di acquisto di titoli governativi.

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