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Asta BTp a segno, spread a 352

Un risultato inaspettato. L’asta di BTp a 5 e 10 anni ha sorpreso non soltanto il direttore del Tesoro Anna Maria Cannata, ma anche gli operatori che hanno partecipato numerosi aiutando a raffreddare lo spread che ieri ha chiuso in lieve calo a 352 centesimi sul titolo decennale da 356 del giorno precedente e il rendimento al 4,99 per cento. Il Tesoro è così riuscito a collocare il margine alto del range di offerta complessiva pari a 5-7 miliardi di euro a rendimenti in calo dall’asta precedente e ai minimi di circa un anno e mezzo. Forte la domanda anche da investitori esteri in una seduta che era iniziata all’insegna del nervosismo come conseguenza delle tensioni politiche che si sono create dopo le dichiarazioni dell’ex premier Silvio Berlusconi di togliere la fiducia al governo di Mario Monti.
Si parte dal comparto del BTp a dieci anni collocati per 3 miliardi di euro (scadenza 2022, cedola 5,50%) che a fronte di una richiesta per 4,28 miliardi ha ottenuto rendimenti in calo al 4,92%, il livello più basso dal maggio 2011, contro il 5,24% dell’asta del 27 settembre. Per il BTp a cinque anni il Tesoro ha raccolto 4 miliardi di euro collocando BTp nuova scadenza 2017, cedola 3,50%, a fronte di una una domanda per 5,96 miliardi. Rendimenti in calo al 3,80% rispetto al 4,09% della precedente asta di un mese fa. Incoraggiante il commento degli analisti. «Un’asta assolutamente positiva. Il mercato ha ignorato il clima d’intemperie politica e in generale il risk off sentiment dell’inizio seduta e ha premiato l’Italia in maniera sorprendente – ha detto Matteo Regesta, di Bnp Paribas –. Nelle ultime settimane, la domanda di BTp è stata particolarmente forte e c’è stata molta attenzione a differenziare la situazione di Roma da quella di Madrid. Questo ha fatto da traino. In pratica, i primary dealer, non solo nazionali ma anche esteri, si sono resi conto di essere rimasti corti di carta italiana e hanno usato quest’asta per ricoprirsi». «Le aste sono andate molto bene e il risultato si inserisce nel trend positivo che avevamo già notato con l’asta BoT. Da notare il calo del rendimento del decennale sotto la soglia del 5% e ciò è incoraggiante – ha aggiunto Chiara Manenti di Intesa Sanpaolo –. Inoltre i bid-to-cover sono cresciuti per tutti e due i titoli in asta, ma soprattutto per il nuovo BTp quinquennale sebbene offerto per una size importante».
Sul fronte azionario, i conti trimestrali di alcuni colossi europei, come Deutsche Bank e Bp, e un timido segnale di ripresa della Spagna, dove nel terzo trimestre il Pil ha segnato una contrazione dello 0,3% contro il -0,4% previsto, hanno ridato fiato alle Borse del Vecchio Continente, ancora orfane di Wall Street, che sarà chiusa fino a oggi per il passaggio dell’uragano Sandy. Parigi si è guadagnata la maglia rosa con un rialzo dell’1,48%, seguita da Madrid (+1,36%), Francoforte (+1,13%), Milano (+1,12%) e Londra (+0,95 per cento).
La Banca tedesca ha archiviato il terzo trimestre con un utile netto in rialzo a 747 milioni di euro da 725 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso e contro stime di un utile di 564 milioni. Il gigante petrolifero britannico ha incassato profitti netti per 5,4 miliardi di dollari contro i 5 miliardi del corrispondente periodo del 2011 e contro i 4 miliardi stimati. Risultati che si aggiungono al dato sul Pil spagnolo che nel terzo trimestre è sceso dello 0,3% rispetto al trimestre precedente contro previsioni che davano -0,4%, pari a una contrazione annua dell’1,6 per cento. Il rendimento del titolo decennale si è stabilizzato al 5,65% con uno spread a 417 centesimi.

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