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Asta BoT, tassi ai minimi da tre anni

I Paesi periferici rialzano la testa e questa volta senza spinte esogene. Le aste dell’Italia e della Spagna insieme alle parole del presidente della Bce, Mario Draghi hanno dato spunti di ottimismo a una seduta tornata a rivedere i livelli di due anni fa, quando la crisi del debito sovrano era solo sfiorata. L’affannosa ricerca di rendimenti da parte degli investitori e soprattutto i timori ormai fugati di un crollo dell’euro, sta finalmente premiando i Paesi periferici a sfavore della Germania, i cui titoli di Stato sono in questi giorni venduti massicciamente per fare posto nei portafogli a investimenti più remunerativi. In una sola seduta lo spread del BTp-Bund è sceso vertiginosamente di 20 centesimi a 260 contro 279 punti base di mercoledì, con il rendimento del BTp decennale al 4,15 per cento.
In attesa dell’asta di oggi del BTp a 3 anni, la prima emissione del 2013 di BoT a un anno per 8,5 miliardi di euro è stata collocata ai minimi dal gennaio 2010: il rendimento è calato allo 0,864% dall’1,456% della precedente asta di dicembre. Soltanto lo scorso febbraio si era avvicinato all’1% senza mai rompere la fatidica soglia. Quasi doppia la domanda a 15,7 miliardi di euro alimentata dagli investitori istituzionali domestici, in particolare i fondi d’investimento. Anche la domanda dall’estero sembra essere stata sostenuta grazie al fatto che siamo in una fase di mercato di forte riduzione del premio al rischio e il BoT annuale quota un rendimento superiore a Euribor. Un’onda positiva che ha trascinato anche la Spagna che è riuscita a collocare i Bonos a 2 anni per un ammontare superiore a quanto annunciato.
A dare l’ultima spallata allo spread sono state, ancora una volta, le parole del presidente della Bce, Mario Draghi: «Abbiamo parlato tanto di contagio quando le cose andavano male, ma penso che ci sia anche un contagio positivo quando vanno bene», ha affermato nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo dove si è parlato anche di Ltro. La debolezza economica dovrebbe trascinarsi durante i primi mesi di quest’anno, ha continuato Draghi, per poi mutarsi in una ripresa molto graduale. Ma attenzione a cantare vittoria sulla crisi e la ripresa che «non sarà certo forte», ha precisato il capo della Bce. Parole che hanno segnato tutta la curva dei titoli di Stato in particolare quella a breve che ha messo a segno un’ottima performance: il BTp a 3 anni in asta questa mattina fino a un massimo di 3,5 miliardi (Ccteu fino a 1,5 miliardi), ieri era scambiato sul secondario all’1,87%, in calo dal 2,1% di mercoledì.
L’avvertimento di Draghi suona realistico di fronte ai dati economici poco tranquillizzanti: a novembre la disoccupazione europea ha toccato un nuovo record all’11,8%, mentre negli Usa i sussidi di disoccupazione sono aumentati oltre le attese nell’ultima settimana a 371mila dai 367mila della precedente settimana. Non aiutano le prospettive asfittiche di crescita dell’economia mondiale che segnano un lento, ma insesorabile declino. Per trovare segnali positivi bisogna trasferirsi in Asia e in particolare in Cina dove nel 2012 si è registrata un’impennata del surplus commerciale: le esportazioni del Dragone hanno registrato un incremento su base annua del 7,9%, mentre le importazioni sono cresciute del 4,3 per cento. Tuttavia, entrambi i tassi di crescita risultano inferiori all’obiettivo del Governo cinese, che nel 2012 si attendeva un balzo in avanti del commercio estero intorno al 10%, a causa del rallentamento della domanda mondiale.
Oggi gli Usa pubblicano i dati sulla bilancia commerciale: a novembre si stima un deficit pari a -41,5 miliardi di dollari, dovuto al calo dei prezzi delle materie importate. Il calo dovrebbe essere confermato, vista la debolezza dell’economia mondiale e la crisi del manifatturiero americano. Secondo gli analisti le esportazioni Usa dovrebbero registrare un rimbalzo, dopo due mesi consecutivi in cui hanno visto una contrazione. Anche per le importazioni è atteso un miglioramento, in linea con la debole ma costante crescita dei consumi interni.

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