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Asta BoT da record, tassi sotto lo 0,5%

Non ci voleva molto a pronosticare tassi ai minimi storici per i BoT dopo la svolta impressa la settimana scorsa da Mario Draghi alla politica della Banca centrale europea (Bce). Il mix fra la riduzione del costo del denaro, l’introduzione di tassi negativi sui depositi, il mancato drenaggio della liquidità immessa a suo tempo attraverso il programma Smp e l’annuncio dei nuovi prestiti a lungo termine per le banche (T-Ltro) ha infatti contribuito ad abbassare i rendimenti in tutta Europa e su tutte le scadenze, anche le più brevi. Il Tesoro ha quindi potuto piazzare 6,5 miliardi di BoT a 12 mesi a un tasso dello 0,495% che rappresenta il minimo assoluto, addirittura più basso dello 0,589% toccato due mesi fa, ricevendo richieste superiori di 1,7 volte il quantitativo offerto (1,64 il mese scorso).
C’era per la verità chi si aspettava perfino qualcosa di meglio, in termini di tassi (il giorno precedente i rendimenti italiani sulla scadenza annuale si muovevano in effetti qualche centesimo più sotto) e di domanda. Probabilmente la giornata non particolarmente brillante dei listini, condizionati già fin dall’avvio di giornata dalla revisione al ribasso delle stime sulla crescita globale da parte della Banca Mondiale (2,8% per il 2014 dal 3,2% stimato in precedenza a causa di aspettative più deboli su Usa, Russia e Cina), non ha dato quello sprint in più: non per niente anche il rendimento del BTp decennale è leggermente risalito al 2,79% riportando il differenziale sul Bund a 139 punti base e Piazza Affari ha registrato una battuta d’arresto (-1,24%) in compagnia degli altri listini europei.
Il segnale è comunque chiaro: banche e investitori istituzionali sono alla ricerca di un parcheggio per la liquidità in eccesso che offra anche un minimo rendimento oltre lo zero, una caccia sempre più affannosa dopo le mosse espansive (attuate o semplicemente annunciate) dalla Bce. Lo dimostra nel suo piccolo anche il buon esito, non certo scontato visti i precedenti, dell’asta tedesca: nonostante tassi risicati e ai minimi da oltre un anno (0,06%), Berlino è stata ieri in grado di piazzare sul mercato 4 miliardi di Schatz (obbligazioni con scadenza 2 anni) ottenendo una copertura superiore al passato (1,9 rispetto a 1,8 dell’ultimo collocamento).
Tornando ai temi salienti della giornata, resta da segnalare il summit a Berlino fra Draghi e il cancelliere tedesco Angela Merkel: un incontro definito di «routine» all’interno del quale si sarebbe discusso a livello politico della necessità di continuare sul percorso delle riforme per aumentare la competitività e generare crescita in Europa (vedi articolo sotto).
La debolezza dei listini azionari ha preso spunto (oltre che dalle revisioni della Banca mondiale) anche dalla giornata non proprio felice delle compagnie aeree: l’abbassamento delle stime sugli utili per il 2014 e il 2015 ha fatto precipitare Luthansa (-14%). Su Piazza Affari (peggio della quale in Europa ha fatto soltanto Lisbona) ha invece pesato il ritorno effettivo sul mercato di Monte dei Paschi, che ha ceduto il 20% tra scambi intensi nel terzo giorno di quotazione dopo l’avvio dell’aumento di capitale (articoli a pagina 33).
Detto dell’euro, che si è mantenuto più o meno sui valori della vigilia poco sopra 1,35 dollari, oggi l’attenzione degli investitori si sposta di nuovo sul fronte macroeconomico, con i dati sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti a maggio (dato chiave per la crescita del Paese, visto che i consumi valgono circa il 70% del Pil). Per il Tesoro italiano ci sarà però un immediata controprova, più impegnativa, perché sul mercato saranno piazzati fino a 8,5 miliardi di BTp con scadenza 3, 7 (nuovo benchmark) e 30 anni. Sarà una nuova occasione per misurare l’appetito degli investitori per la «carta» italiana.
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