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Asta BoT a segno, tassi sotto l’1%

La prima giornata di una settimana ricca di dati macroeconomici, riunioni delle banche centrali e, per quanto riguarda l’Italia, aste obbligazionarie e sentenze giudiziarie si è chiusa con più luci che ombre.
Il ministero del Tesoro è tornato con successo sul mercato dei titoli di Stato, mentre un Ftse-Mib forse innervosito dalle ripercussioni politiche del possibile epilogo del processo sui diritti Mediaset (comunque positiva a +0,43%) ha scontato il rosso del comparto bancario e ha chiuso in calo dello 0,89%.
L’appuntamento più atteso della giornata era comunque quello con l’asta dei BoT semestrali. Gli 8,5 miliardi di euro di titoli sono stati collocati per intero. Il tasso medio è sceso allo 0,799% dall’1,052% del 26 giugno (ai minimi da maggio) mentre gli investitori hanno fatto offerte per 1,47 volte l’ammontare in asta, in crescita rispetto alle 1,36 volte di un mese fa.
Rendimenti e domanda sembrano indicare un ritorno della fiducia dopo la fiammata di nervosismo innescata dalle voci del prossimo tapering della Federal Reserve. Ma per avere conferme bisognerà aspettare il collocamento di 6,75 miliardi di titoli a più lunga scadenza, tra cui anche dei decennali, in programma questa mattina.
Il buon esito dell’asta di ieri non è bastato a contenere lo spread BTp-Bund salito a 279 punti (rendimento 4,455%).
A Milano è stata un’altra giornata difficile per le banche. Ai travagli di Mps (-4,64%), colpita dal richiamo Ue al governo sui termini del bailout, si sono aggiunti anche i giudizi di Fitch su Bpm (credit watch) e Bper (downgrade da Bbb e Bb+), entrambe in calo di oltre il 5%. Meglio è andata nel resto d’Europa: Londra ha chiuso a +0,08%, Francoforte a +0,17%, Madrid a +0,27% e Parigi piatta. Deboli, a metà seduta, i listini Usa quando l’euro era in calo dello 0,2% contro il dollaro a 1,3247.
La giornata borsistica più difficile l’hanno vissuta i listini asiatici. Tokyo ha perso il 3,32% zavorrata da previsioni fosche sulla settimana cruciale delle trimestrali, dal rallentamento della crescita degli utili delle imprese cinesi e dal rafforzamento dello yen contro il dollaro che è destinato a pesare sulla competitività delle imprese esportatrici. Hanno chiuso in rosso anche Shanghai, Hong Kong e Mumbai dove il Sensex ha scontato le previsioni di chi pensa che oggi la Reserve Bank of India (Rbi) alzerà i tassi.
L’appuntamento con la banca centrale indiana è l’antipasto di una settimana che vedrà i pronunciamenti della Fed, mercoledì e di Bce e Boe il giorno successivo. Da nessuna delle tre banche centrali sono attesi scossoni, ma indicazioni sì e, a giudicare dal nervosismo delle scorse settimane, il Federal Open Market Committee Usa sarà seguito con una certa attenzione.
Per avere ulteriori indicazioni sui corsi azionari dei prossimi giorni gli appuntamenti chiave della settimana sono la stima del Pil Usa del secondo trimestre, mercoledì; le indicazioni sui settori manifatturieri di Cina (Pmi) e Usa (Ism), giovedì; il labour market report di luglio dagli Stati Uniti, venerdì.

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