Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Asta BoT a segno, spread in rialzo

di Luca Davi

Né vera ripresa, né vera recessione. L'economia mondiale agli occhi degli operatori finanziari appare una sorta di palude da cui non si capisce se, come e quando si uscirà. Ecco perché dalla fine di febbraio, ovvero dalla seconda maxi-asta della Bce, gli indici appaiono senza una direzione chiara, né in forte salita né in pesante discesa. In condizioni simili, bastano poche notizie per far cambiare la giornata. E ieri se ne è avuta una nuova conferma: al termine di una seduta volatile e dai volumi contenuti, a condizionare i mercati sono stati i nuovi timori che gravano sulla Spagna e i dati macroeconomici negativi in arrivo dagli Stati Uniti e dall'Europa. A fine giornata Parigi ha perso l'1,14%, Francoforte l'1,13%, Londra l'1,03%. Milano ha ceduto meno, con il Ftse Mib in discesa dello 0,28%.
Il risvolto dell'asta BoT
Almeno per ciò che riguarda l'Italia, la cronaca ha offerto uno spunto incoraggiante. In mattinata il Tesoro ha venduto in asta tutti gli 8,5 miliardi di titoli di BoT a 6 mesi offerti, strappando ancora una volta rendimenti in calo: il tasso è sceso all'1,119% dall'1,202% della precedente asta di febbraio, toccando i minimi da settembre 2010. Tonica la domanda, risultata pari a 1,51 volte l'offerta, in aumento rispetto al rapporto di 1,36 della volta scorsa. L'Italia ha mostrato insomma di godere del pieno supporto degli investitori soprattutto sulla parte breve della curva dei rendimenti. Un po' sotto le attese, invece, è apparso il rendimento, che alcuni osservatori stimavano potesse scendere anche sotto l'1 per cento, in prosecuzione del rally messo a segno da gennaio. La sensazione, concordano gli analisti, è che nonostante gli evidenti miglioramenti la tensione fatichi ad abbandonare i titoli italiani. Un po' perchè la fiammata dei prezzi ha scatenato la voglia di profitti di tanti investitori. Un po' perchè le perplessità sulla tenuta del debito periferico europeo, complice il nuovo allarme sulla Spagna, tendono ad aumentare, più che scemare. L'effetto è che gli spread tra i rendimenti dei BTp e Bund ieri sono saliti: sulla scadenza decennale, il differenziale ha allargato a 327 punti, con il rendimento dei BTp al 5,1%. Così come si è ampliato anche il rendimento dei Bonos spagnoli (a 350 punti) e degli OaT francesi (a 112 punti).
L'incertezza impera
Non c'è stata però solo l'asta italiana. Gli indici azionari ieri hanno subìto l'influsso dei dati macro americani sui beni durevoli, che a febbraio sono cresciuti meno delle attese, (+2,2% contro stime di un +3%, dopo una contrazione del 3,6% a gennaio). Abbastanza perché l'intonazione degli scambi in Europa peggiorasse nel pomeriggio, dopo una mattinata in altalena. Ulteriore pressione è arrivata dai dati sul Pil della Gran Bretagna (in calo dello 0,3% nel quarto trimestre del 2011) e della Francia (il cui Pil è cresciuto solo dello 0,2% dopo un magro +0,3% nel terzo trimestre). Il vero allarme tuttavia è rappresentato dalla penisola iberica. Dal Portogallo, certo, che nonostante il raffreddamento di ieri degli spread appare sempre più a rischio salvataggio: ieri sera Moody's ha downgradato sette tra i principali gruppi bancari lusitani, allineandoli al giudizio (Ba2) dato al Paese lo scorso febbraio. Ma le tensioni più preoccupanti arrivano dalla Spagna. A gettare benzina sul fuoco prima è stato un rapporto della banca d'investimento Citi, che ha paventato il rischio di una ristrutturazione del debito spagnolo. Poi è ci si è messo Jens Weidmann, membro della Bce e presidente della Bundesbank, che ha bollato come non positiva la decisione di Madrid di rivedere unilateralmente l'obiettivo deficit/Pil 2012 al 5,3% rispetto al 4,4% concordato in precedenza in sede Ue. A poco è servito che il ministro delle Finanze spagnolo, Luis de Guindos, affermasse che la Spagna «non ha alcuna intenzione» di chiedere alla Ue o al Fondo monetario internazionale aiuti per sostenere le banche: la Borsa di Madrid ha comunque ceduto l'1,96%, distinguendosi come il listino peggiore d'Europa.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Vasto entusiasmo ha suscitato la recente pronunzia della Corte di Giustia Ue, con la conferma del gi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ha scelto la giornata delle donne Mario Draghi per il suo secondo discorso pubblico da presidente de...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le obbligazioni assunte nell’esercizio dell’attività d’impresa o professionale, per «nozione...

Oggi sulla stampa