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Asta a segno, rendimenti al top

Sul mercato primario dei titoli di Stato dell'Eurozona, ieri, sono stati stabiliti due nuovi record, uno dall'Italia in negativo l'altro dalla Germania in positivo. I BTp a cinque anni in asta sono stati assegnati per 3 miliardi al 6,47%, un rendimento che non trova precedenti dalla nascita dell'euro su quella scadenza (è ai massimi dal 1997) e che segna un rialzo di 18 centesimi rispetto al collocamento di novembre. Nonostante la manovra salva-Italia del nuovo Governo Monti, il fiscal compact del Consiglio europeo, la lunga lista di interventi non standard annunciati dalla Bce e i continui acquisti dalle 17 banche centrali dell'Eurosistema sul secondario dei titoli di Stato italiani, il tasso di assegnazione da un mese all'altro è salito invece di scendere. La Germania per contro ha stabilito un primato che la dice lunga sullo stato di panico degli investitori: gli Schatz a due anni sono stati venduti allo 0,29%, il rendimento più basso dalla creazione della moneta unica, con un calo di 10 centesimi rispetto all'asta di novembre e un rendimento reale estremamente negativo.
L'asta italiana, primato a parte, è comunque stata valutata positivamente dal mercato. Il Tesoro ha collocato il livello massimo della forchetta che spaziava da 2 a 3 miliardi, importi contenuti per tener conto della liquidità prosciugata sul finire dell'anno. La domanda è stata considerata buona: le richieste sono state pari a 4,252 miliardi sui 3 assegnati, equivalenti a un rapporto di copertura di 1,417 volte, risultato però inferiore alle 1,46 volte dell'asta di novembre (quando il BTp quinquennale era stato collocato per pari importo al 6,29 per cento). Quel che il mercato ha apprezzato particolarmente è il fatto che il Tesoro sia riuscito a collocare i BTp in asta a un rendimento più basso rispetto ai livelli del mercato secondario: una prova di forza dell'emittente Italia, anche se nelle giornate di trading pre-asta i prezzi sulla scadenza quinquennale erano scesi parecchio (con tassi vicini al 7%), a causa delle vendite da parte di quei primary dealer che hanno dovuto fare spazio in portafoglio per l'arrivo del titolo in asta. Paradossalmente, la Germania ha migliorato il rapporto di copertura tra novembre (1,1 volte) e dicembre (1,4 volte): lo Schatz ieri è stato richiesto per 5,98 miliardi contro i 4,18 assegnati.
Resta da vedere se nei prossimi giorni il rendimento dei BTp quinquennali calerà, mettendo a segno una buona performance post-asta. È quanto è accaduto ai BoT, collocati lunedì al 5,95% e richiestissimi per oltre 5 miliardi per una riapertura da 700 milioni. Ieri sul secondario il rendimento dei Buoni era crollato al 5,10 per cento.
L'attenzione del mercato, tuttavia, oggi è rivolta alla Spagna che colloca tre Bonos con vita residua di 4, 9 e 10 anni per un importo compreso tra 2,5 e 3,5 miliardi. Come nel caso dell'Italia, anche il Tesoro spagnolo dovrà fare i conti con le concessioni dei suoi titoli, che in questi giorni hanno avuto prezzi in calo sul secondario e rendimenti al rialzo: la curva dei rendimenti spagnoli, tuttavia, è più moderata rispetto a quella italiana, con tassi dal 4,10% al 5,7% tra due e dieci anni.

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