Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Assunzioni a termine più facili con le deroghe prorogate a fine anno

Nuova deroga al decreto Dignità per rendere più semplice la proroga e il rinnovo dei contratti a termine: lo stop alle rigide causali legali previste dal dl 87, in scadenza il 31 marzo, andrà avanti fino alla fine dell’anno, con l’obiettivo anche di spingere le assunzioni stagionali nei prossimi mesi estivi, quando si spera che il virus morderà meno.

La novità è contenuta nella bozza del Dl Sostegno attesa oggi in consiglio dei ministri; dopo un lungo braccio di ferro all’interno delle forze di governo sembra aver prevalso la linea di chi spingeva per una proroga della deroga al decreto Dignità fino alla fine dell’anno (Pd, con in testa la presidente della commissione Lavoro della Camera, Debora Serracchiani, Iv, Lega, Fi), rispetto all’altra ipotesi (caldeggiata dal M5S) di una proroga più breve, fino ad ottobre. Anche la cassa integrazione d’emergenza, gratuita per le imprese, si rifinanzia con 3,3 miliardi di euro per una proroga differenziata. Per il terziario, ovvero per chi utilizza l’assegno ordinario e la cassa in deroga, la proroga è di 28 settimane utilizzabili dal 1° aprile al 31 dicembre, se invece queste settimane vengono utilizzate in modo consecutivo la cassa Covid-19 termina a ottobre. Mentre per le imprese che utilizzano la cig ordinaria – dell’industria e dell’edilizia -, la proroga di 13 settimane è utilizzabile tra il 1° aprile e il 30 giugno. Per il periodo di utilizzo della cassa Covid-19 non si può licenziare per motivi economici: il blocco generalizzato degli atti di recesso datoriale si allunga al 30 giugno, assieme alle deroghe ammesse: cessazione dell’attività, fallimento, accordo collettivo con il sindacato a livello aziendale di incentivo all’esodo. Dopo il 30 giugno lo stop ai licenziamenti diventerà selettivo, e proseguirà fino all’autunno solo per le imprese (terziario) che non dispongono di strumenti di integrazione al reddito ordinari, e quindi utilizzano la cig in deroga emergenziale e l’assegno ordinario. Su questo punto, tuttavia, sono state mosse obiezioni da Lega e Fi, che hanno evidenziato i profili di dubbia costituzionalità della nuova proroga, considerando che il blocco dei licenziamenti prosegue ininterrotto da marzo 2020.

In arrivo il rifinanziamento del Rdc di 1 miliardo che si aggiunge ai 4 miliardi assegnati dalla legge di Bilancio 2021 nei prossimi nove anni da sommare ai 7,3 miliardi stanziati dalla legge istitutiva del Rdc per il 2021 e ai 7,2 miliardi per il 2022, nella previsione di un aumento del 20-25% dei percettori del reddito di cittadinanza (tra i 600mila e i 700mila beneficiari), con la possibile proroga a fine anno dei navigator che hanno il contratto di collaborazione con Anpal in scadenza a fine aprile. Viene finanziato per tre mesi la proroga del reddito d’emergenza con la modifica del requisiti d’accesso per consentire di detrarre una parte della somma pagata mensilmente per l’affito dall’imponibile e con l’estensione del sostegno ai disoccupati che hanno terminato tra il 1 luglio 2020 e il 28 febbraio 2021 la Naspi o la Discoll, senza avere altri sussidi.

Il pacchetto “lavoro” del Dl destina al Fondo occupazione 400 milioni (prevalentemente per le crisi aziendali), per i lavoratori stagionali è finanziata un’una tantum di 2.400 euro forfettari per tre mesi con una copertura di 1,5 miliardi, e altri 1,5 miliardi vanno ad autonomi e professionisti per rafforzare la dote del fondo istituito in legge di Bilancio per l’azzeramento dei contributi.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Intervista ad Alessandro Vandelli. L'uscita dopo 37 anni nel gruppo. I rapporti con gli azionisti Un...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I gestori si stanno riorganizzando in funzione di una advisory evoluta che copra tutte le problemati...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non far pagare alle aziende i contributi dei neo assunti per due anni. È la proposta di Alberto Bom...

Oggi sulla stampa