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Assunzioni, salari e formazione la “rivoluzione rosa” di Draghi scuote i vertici dell’Eurotower

Riequilibrio rosa alla Bce. Mario Draghi non ci sta a passare come il capo dell’istituzione europea più maschilista di tutte. Così, dopo il no del Parlamento Ue alla nomina del lussemburghese Yves Mersch nel board, si è fatto fare una ricerca sulle donne in banca. La conclusione: a livello di impiegati, la presenza femminile è assicurata. Ma tra i quadri dirigenziali no, «non facciamo bene », riconosce lo stesso Draghi. E difatti nella struttura di vertice, quella che ha maggiormente irritato gli europarlamentari, favorevoli ad un riequilibro di genere nelle grandi istituzioni, sono tutti uomini: ben 23 consiglieri, scelti tra i governatori delle banche centrali nazionali e i membri del board. «Un club di vecchi ragazzi», come li ha definiti il parlamentare verde Philippe Lambert. O forse, un caso di «misoginia bancaria».
Ora la ricerca è pronta. In 14 pagine dattiloscritte cerca di rimediare al troppo grigio dell’Eurotower con proposte che si articolano in tre ambiti: le assunzioni, i salari, la formazione. Per meglio comprenderle bisogna tenere presente che la Bce seleziona il suo personale non attraverso concorsi ma sul mercato e segnatamente nel mondo delle banche centrali, della finanza, delle università, delle imprese. Perciò, il modello prescelto è quello in uso tra le grandi aziende private straniere che Draghi chiama «mentoring ». In pratica è una guida, una sorta di tutore, una figura professionale che dovrebbe facilitare i percorsi di carriera alle donne, senza disgiungerli dal merito: un progetto-pilota sta per partire. Seguono suggerimenti per specifiche «politiche di genere». Per esempio, va comunicato se nel posto da occupare è previsto un part-time, se la mansione è soggetta a spostamenti, quanto l’impegno è gravoso. Resta inteso che, a parità di merito, il consiglio è per assunzioni femminili. Vanno abolite le disparità di trattamento economico uomo-donna. Vanno assicurati gli asili nido per le neomamme.
Draghi, da sempre, mostra una certa attenzione per il femminile e dunque per le cosiddette pari opportunità. Anche quando era in Banca d’Italia, fu lui a nominare Anna Maria Tarantola nel Direttorio, prima e unica donna nella storia centenaria dell’Istituto. Ma l’innovazione è durata poco: ora che la signora è diventata presidente della Rai, il suo posto lo ha preso Fabio Panetta. Nel board della Bce, solo in due casi si è vista una presenza femminile: agli albori, con la finlandese Sirkka Hamalainen e, nel 2003, con l’austriaca Gerturde Tampel-Gugerell. Poi più nulla. E anche adesso gli osservatori s’aspettano che, alla fine, Mersh si trasferità a Francoforte. Ma la battaglia è comunque servita per formalizzare l’impegno davanti al Parlamento Ue ad aprire alle donne, a tutti i livelli di carriera.

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