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Assolombarda: mai una crisi così Bonomi: scioperi, non è il momento

Come può Milano — la città-vetrina dell’Italia nel mondo — fare fronte all’impatto devastante del Covid sulla sua economia basata sui servizi? Era questa la domanda che aleggiava ieri durante l’assemblea di Assolombarda, la prima territoriale di Confindustria, che si è tenuta nell’hangar dell’aeroporto di Linate. Location più che mai rappresentativa di quei flussi di turismo e affari venuti meno per colpa della pandemia.

In 800 hanno sfidato i primi rigori dell’autunno per partecipare all’aperto all’assemblea Covid-free e ascoltare, oltre al presidente Alessandro Spada, il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni e il presidente di Confindustria Carlo Bonomi. Nelle prime file l’aristocrazia dell’impresa del Nord Ovest, da Gianfelice Rocca a Marco Tronchetti Provera, da Veronica Squinzi a Sergio Dompé, Letizia Moratti ed Emma Marcegaglia. Questo mondo è oggi tra i primi azionisti di Confindustria: è stato proprio Bonomi, lo scorso maggio, a passare il testimone a Spada.

In questa luce assume particolare rilievo il richiamo che Gentiloni ha inviato nella chiusura del suo intervento, dopo aver sottolineato le «fatiche quotidiane» del suo lavoro in Europa, legate al fatto che «le differenze tra Paesi non sono affatto scomparse». «È giusto che l’impresa sia un “guardiano” rispetto all’uso efficiente dei fondi — ha rimarcato Gentiloni —. Ma oggi l’impresa lombarda deve saper anche interpretare un ruolo da classe dirigente, da esempio e guida per il Paese».

Nella sua relazione il presidente Spada ha incitato a sfruttare i fondi del Mes e a «immaginare un mondo oltre la classe integrazione e il blocco dei licenziamenti». Ha indicato il rafforzamento delle filiere europee come chiave della competizione globale. Gli altri cavalli di battaglia: rilancio della formazione tecnica, valorizzazione di giovani e donne, «modello Genova» per la realizzazione delle infrastrutture, Europa come riferimento assoluto. Per quanto riguarda la domanda delle domande, quella sul futuro di Milano e delle metropoli globali, il modello proposto da Spada è quello della «città infinita» e dell’«arcipelago di eccellenze».

Carlo Bonomi ha affrontato invece il delicato tema del rinnovo dei contratti, a fronte degli scioperi già dichiarati. «Invitiamo il sindacato a sedersi a un tavolo con le categorie e trovare una soluzione — ha aperto Bonomi — i contratti vanno rinnovati, ma i soldi vanno messi in maniera sostenibile e intelligente». Il presidente di Confindustria ha ribadito che il patto della fabbrica che regola i rinnovi può essere cambiato. Infine ha sottolineato che a monte del Recovery fund è indispensabile riformare i processi della pubblica amministrazione, «altrimenti nessuno stanziamento, per quanto ingente, sarà mai in grado di far ripartire il Paese».

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