Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Associazioni e società tra professionisti: stesso regime fiscale

Una spinta alla costituzione di società tra professionisti. Il Governo intende darla con il disegno di legge sulle semplificazioni varato ieri, prevedendo che alle società tra questi soggetti si applichi un regime fiscale semplice e vantaggioso, quello delle associazioni senza personalità giuridica. Si vuole così superare quello che secondo gli stessi professionisti è uno dei principali ostacoli alla costituzione di queste società: il regime fiscale.
I problemi emersi finora, che il Governo vuole superare con il Ddl, sono stati essenzialmente due: l’incertezza e la scarsa appetibilità. L’incertezza è dovuta al fatto che la possibilità di costituire società tra professionisti è stata introdotta ormai un anno e mezzo fa, dalla legge di stabilità 2012 (la 183/2011), ma finora nessuna norma aveva specificato come esse vadano tassate. L’unica categoria per la quale è stato stabilito qualcosa è quella degli avvocati: la delega conferita al Governo per disciplinare le aggregazioni tra legali (articolo 5, comma 2, lettera l della legge 247/2012) fissa il criterio di qualificare i redditi prodotti dalla società tra avvocati quali redditi di lavoro autonomo anche ai fini previdenziali. Di qui il problema della scarsa appetibilità: il Consiglio nazionale forense ha da tempo dichiarato che è per questo che finora l’opzione della società tra professionisti ha ottenuto scarso successo tra gli avvocati.
Il disegno di legge varato ieri, secondo le prime anticipazioni, introduce un trattamento semplice e uniforme: a tutte le società tra professionisti si applicherebbe il regime delle associazioni senza personalità giuridica tra persone fisiche per l’esercizio di arti e professioni, indipendentemente dalla loro forma societaria. Dunque, anche le forme maggiormente strutturate fruirebbero delle semplificazioni legate a questo regime.
Questo dovrebbe valere anche ai fini dell’Irap.
Se tutto ciò dovesse essere confermato nel testo del Ddl e nella versione che ne uscirà dal Parlamento, potrebbe riproporsi il problema già posto dalla legge delega per gli avvocati: la semplicità di avere lo stesso trattamento fiscale a prescindere dalla forma societaria non tiene conto delle incompatibilità che questo trattamento unico può avere rispetto alla tipologia civilistica societaria che i professionisti scelgono.
Andrà poi chiarito se – come sembra nelle intenzioni del Governo – il Ddl varato ieri “assorbirà” la disposizione della legge delega per gli avvocati, consentendo di applicare anche a questi ultimi il trattamento per le associazioni senza personalità giuridica.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’esordio di Andrea Orcel come ad di Unicredit, uscita con un utile trimestrale doppio rispetto al...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Vittorio Colao, ministro per l’Innovazione tecnologica, non fa suo il progetto per una rete unica ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un blitz della Ragioneria generale dello Stato evita un "buco" di 24 miliardi nel decreto "Sostegni ...

Oggi sulla stampa