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Assifact chiede di allargare l’ombrello delle garanzie

Estensione della garanzia Sace, introdotta dal decreto Liquidità per le operazioni di cessione dei crediti “pro solvendo” ampliandola anche alle operazioni “pro soluto” dove il rischio di insolvenza è trasferito alle società di factoring. Oltre all’abrogazione della disposizione che introduce il blocco o la sospensione delle azione esecutive e l’impignorabilità delle rimesse finanziarie trasferite dalle Regioni alle aziende del servizio sanitario, oltre a non reintrodurre le disposizioni che condizionano e impediscono la cessione dei crediti vantati verso il Servizio sanitario nazionale. Queste le richieste avanzate al Governo da Assifact, l’Associazione italiana per il factoring, che inoltre chiede al premier Conte di completare il quadro delle misure a sostegno della liquidità delle imprese oltre a un pacchetto di provvedimenti per la sburocratizzazione dell’attività. Misure per rendere più veloce ed efficaci le operazioni di cessione dei crediti senza pesare sui costi della finanza pubblica. Le sono firmate dal presidente Fausto Galmarini, riconfermato dall’assemblea Assifact per un secondo mandato.

Il settore nell’arco di un decennio ha più che raddoppiato il volume d’affari che nel 2019 ha raggiunto i 255,5 miliardi dai 118 del 2009 con un tasso medio annuo di crescita del 7,2%. Lo scorso anno la crescita è stata del 6,4% sul 2019 e sono oltre 35mila le aziende che ricorrono a questo strumento. Un fattore chiave del factoring è l’alta qualità dei crediti. Nel 2019 ci sono state solo il 4% di esposizioni deteriorate contro il 6,7% del comparto bancario e soltanto l’1,83% di sofferenze. Anche per questo Galmarini sottolinea come il factoring sia uno strumento di sostegno alle imprese durante l’emergenza Covid, soprattutto nelle fasi più difficili dell’economia reale e può dare un contributo al rilancio dell’economia. «Ma serve un contesto normativo che faciliti la cessione dei crediti e lo consenta dove non sia ancora possibile» rimarca il presidente.

Anche il 2020 è iniziato positivamente segnando a marzo e aprile un rallentamento. «Nei mesi del lockdown c’è stato un calo del fatturato il che è normale perché si è fermata l’attività. La nostra stima è quella di una flessione del 12% nel secondo trimestre» spiega il presidente Fausto Galmarini. Per quanto riguarda la seconda parte dell’anno Alessandro Carretta, segretario generale Assifact si dice ottimista. «Il pronostico attuale è più favorevole, perchè immaginiamo di riprendere l’operatività nel secondo semestre e se non proprio scavallare la crescita zero, di avere un andamento meno negativo o forse anche in linea con il 2019». Carretta comunque non nasconde una certa preoccupazione e aggiunge: «C’è comunque una forte incertezza, sia sanitaria, sia sulle politiche economiche e sul comportamento di tutti noi che impediscono di fare previsioni attendibili».

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