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Assicurazioni, tutele anti-frode

di Francesco Cerisano

Le compagnie assicurative affilano le armi contro le truffe. Oggi davanti al sospetto di un sinistro fraudolento, le imprese non hanno molta scelta. E, anche a causa dell'indennizzo diretto («un vero bancomat nelle mani dei truffatori»), preferiscono comunque pagare. In un futuro che si annuncia molto prossimo, non avranno scuse. Potranno rifiutarsi di risarcire i sinistri sospetti chiedendo un supplemento di indagine, decorso il quale le opzioni saranno solo due: formulare l'offerta per il risarcimento oppure, qualora i dubbi non siano stati fugati, denunciare obbligatoriamente il tutto all'autorità giudiziaria.Obbligo che oggi non sussiste. E che risulterà più agevole osservare grazie all'allungamento dei termini per la presentazione della querela (90 giorni che decorreranno non dal momento in cui l'illecito è stato commesso, ma dallo spirare del termine di 30 giorni entro il quale l'impresa deve comunicare al danneggiato la decisione definitiva sul risarcimento). Per i clienti onesti che, all'atto di sottoscrivere una polizza, accettino volontariamente di sottoporre il veicolo ad ispezione preventiva (in modo da farne constatare le reali condizioni e prevenire successive frodi) sono in arrivo sconti che le imprese non potranno esimersi dal praticare. È zeppa di novità la proposta di legge contro le frodi nel settore assicurativo che ieri ha ottenuto il via libera in commissione Finanze della Camera e che si avvia verso un'approvazione lampo senza passare dall'aula. Maggioranza e opposizione sono infatti d'accordo sul maxiemendamento del relatore Francesco Barbato (Idv). E una volta acquisiti i pareri delle altre commissioni di Montecitorio competenti in materia (affari costituzionali, giustizia, trasporti, affari sociali e bilancio) il testo potrà essere approvato in sede legislativa entro la fine del mese o al massimo per l'inizio di aprile. Per poi passare al Senato che dovrebbe confermarne in toto l'impianto normativo (sul punto è stato già raggiunto un accordo di massima). L'obiettivo è far presto anche per replicare indirettamente alle polemiche sorte dopo le dichiarazioni del presidente dell'Ania, Fabio Cerchiai, che ha accusato il parlamento di non attivarsi a dovere contro il fenomeno dell'alto costo assicurativo dei sinistri stradali. «Il parlamento ha risposto in modo concreto ed efficace», dice Barbato a ItaliaOggi. «Le frodi assicurative stanno raggiungendo livelli insostenibili, soprattutto al Sud dove l'incidenza dei falsi sinistri sulle spese delle compagnie, che in Italia è in media del 3%, raggiunge punte del 12-15%. In provincia di Foggia nell'ultimo anno si è registrato un aumento degli incidenti con danni alle persone del 42%, un dato fuori dal reale». E fino a quando la situazione sarà questa difficilmente le tariffe per gli automobilisti potranno diminuire. «Il ministro dello sviluppo economico, Paolo Romani, ha parlato di una riduzione del 18%, ma è un obiettivo irrealistico fino a quando le compagnie continueranno ad avere i bilanci in perdita a causa delle frodi», prosegue Barbato. Il deputato dell'Italia dei valori punta il dito soprattutto contro l'indennizzo diretto, il nuovo sistema (in base al quale è l'assicurazione del danneggiato a risarcire subito il proprio cliente rivalendosi poi su quella del danneggiante) che ha sì tagliato radicalmente i tempi di attesa, ma, a suo dire, ha prodotto anche alcune anomalie. «L'indennizzo diretto», rivela, «ha incentivato i comportamenti fraudolenti perché a volte le compagnie preferiscono chiudere un occhio sugli incidenti sospetti ben sapendo che per effetto del meccanismo delle compensazioni a forfait possono guadagnare più di quello che hanno speso pagando il risarcimento». Il nuovo organismo demandato a vigilare sulle frodi assicurative, attraverso il monitoraggio di una ricca e capillare banca dati dei sinistri, non sarà più l'Isvap ma la Consap. Ne faranno parte solo persone di provata esperienza nel settore, fra le quali anche un rappresentante degli intermediari assicurativi. Vengono inoltre inasprite le sanzioni penali per i periti e i medici infedeli.



 

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