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«Assicurazioni, ruolo più forte per sostenere l’economia»

In un anno di crisi economica come il 2012 e nonostante la contrazione della raccolta le compagnie assicurative hanno realizzato utili per quasi 6 miliardi: «Questi risultati – ha detto ieri il presidente dell’Ivass Salvatore Rossi – raggiunti anche grazie alle immissioni di capitale degli ultimi anni, vanno preservati e consolidati, in presenza di importanti fattori di rischio». Nella sua prima relazione annuale, il nuovo guardiano del settore assicurativo ha dato atto al sistema dell’azione svolta per irrobustirsi e ha ricordato che il patrimonio di vigilanza delle compagnie era alla fine dello scorso anno pari al doppio dell’ammontare richiesto nel ramo vita e a 2,8 volte nel ramo danni, «valori simili a quelli antecedenti la crisi dell’eurozona». Rossi ha esortato, in ogni caso, a tenere la guardia alta: «Lo scorso mese di marzo abbiamo richiamato l’attenzione delle compagnie sulla necessaria prudenza nella distribuzione degli utili e nelle politiche di remunerazione di amministratori e dirigenti». Dalla Relazione emerge che gli utili del 2012 si confrontano con una perdita di oltre 3,65 miliardi nel 2011. Il miglioramento ha riguardato sia il settore vita che il ramo danni. Il primo ha prodotto un risultato d’esercizio pari a 5.132 milioni nel 2012 pari al 7,2% sui relativi premi lordi. Il comparto danni ha generato un utile di 649 milioni, pari all’1,8% dei premi lordi contabilizzati del ramo. Il Roe complessivo lo scorso anno è tornato quindi in positivo, al 10,6% (-7,6% nel 2011). Il Roe della gestione vita, nota l’Ivass, è largamente positivo: 15,2% (contro un -9,3% nel 2011).
«Le assicurazioni sono il principale investitore istituzionale del Paese» ha sottolineato il direttore generale della Banca d’Italia, ricordando che il portafoglio delle compagnie è investito in titoli pubblici per oltre il 60 per cento. Può ancora crescere la presenza in portafoglio di attività private, ha affermato, sottolineando che «le assicurazioni possono giocare un maggior ruolo nel finanziamento dell’economia» e che «può e deve crescere, per quantità, articolazione e qualità- l’offerta alla clientela di protezione dai rischi». Rossi ha poi spiegato che l’obiettivo del nuovo controllore delle 137 compagnie assicurative (riconducibili a trentatré gruppi, tra i quali i primi 10 occupano tre quarti del mercato), proprietarie di attivi superiori a 600 miliardi, è rafforzare sia il controllo prudenziale sulle imprese di assicurazione sia la tutela del consumatore. E va da sè che per i controllori di estrazione Bankitalia la supervisione debba essere finalizzata al rispetto dell’obiettivo sostanziale della «sana e prudente gestione».
Per tutelare il consumatore, l’Ivass controlla anche l’operato di 250.000 intermediari (agenti, mediatori e altre figure) iscritti nel registro unico. Nel 2012 dagli assicurati sono arrivati ben 31mila reclami e sono state irrogate sanzioni per oltre 50 milioni di euro. Tuttavia, l’Ivass «ritiene che l’efficacia deterrente del sistema sanzionatorio possa essere accresciuta modificandone l’impostazione». Dopo aver ricordato che l’Istituto sta seguendo «con estrema attenzione alcuni dossier riguardanti primari gruppi assicurativi nazionali, destinati a mutare gli assetti del mercato», a partire dalla ristrutturazione di Generali, per proseguire con la seconda fase dell’integrazione Unipol e Fondiaria-Sai, Rossi ha spiegato che a tutela dei consumatori sono in corso iniziative per perseguire i comportamenti scorretti di imprese assicurative esterovestite e che sta monitorando, anche attraverso accertamenti ispettivi, il campo delle polizze abbinate a mutui e ad altri finanziamenti bancari «per verificare la correttezza delle pratiche di vendita da parte delle imprese di assicurazione e dei loro partner bancari». Infine, Rossi ha spezzato una lancia a favore dell’opportunità di correggere, attraverso la nuova direttiva europea in gestazione, la temuta prociclicità della Solvency II.

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