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«Assicurazioni per finanziare la ripresa»

Le assicurazioni italiane sono uscite dalla lunga recessione «con forza patrimoniale intatta», «con solidi conti economici» e sono pronte – ha spiegato ieri Aldo Minucci presidente dell’Ania al 17° Annual Assicurazioni del Sole 24 Ore – a fare gli «investimenti infrastrutturali di cui il Paese ha bisogno», così come a contribuire al riassetto del welfare». Insomma, l’industria assicurativa che chiuderà il 2015 con risultati netti ancora molto positivi grazie alla gestione non tecnica – ma che registra una riduzione dei margini sia nel Vita (-14,1%) sia nel Danni (-13,7%) – «può svolgere un ruolo per il rilancio del Paese» ha detto Minucci. I problemi «della non autosufficienza delle persone anziane» si sta aggravando con gli attuali trend demografici e la mancanza di risorse del settore pubblico è evidente anche nella sanità dove il 41,7% delle famiglie(dato Censis) rinuncia a cure mediche perché il servizio è troppo lento o costoso. Un contesto che sembra favorire la «ricerca di soluzioni privatistiche integrate». Non solo nella sanità. Dell’Ania è arrivata anche una proposta sul tema delle catastrofi naturali, con la richiesta al governo di risparmiare gli oltre 3 miliardi che spende ogni anno in erogazioni ex post, per risarcire danni di terremoti e alluvioni, e vincolare parte della defiscalizzazione sulla prima casa all’adozione di coperture assicurative.
Certo, il settore ha sicuramente bisogno di trovare nuovi sbocchi di investimento a lungo termine, a fronte del calo di rendimento del mercato obbligazionario cui sono legate le performance delle gestioni separate, e questa esigenza di finanziare reti di trasporto, acquedotti, riassetti di bacini idrogeologici e manutenzione straordinaria di strade e scuole si incontra con quella del Governo di dare impulso all’economia. Le compagnie però chiedono un’imposta sostitutiva agevolata del 12,5% sugli investimenti a lungo termine anche perché nel frattempo devono gestire nuove criticità, fra cui proprio il calo dei tassi che sta trasformando il settore assicurativo vita, spostando il mix di prodotti dal Ramo I delle polizze tradizionali al ramo III dei prodotti finanziari. Un tema, quello delle polizze finanziarie, su cui è intervenuta ieri Tiziana Togna, condirettore centrale della Consob e responsabile della Divisione intermediari. La novità importante è che con la direttiva Mifid II e il regolamento Priips – ha detto Tiziana Togna -si estenderà la definizione di polizze a contenuto finanziario: non solo quelle già definite tali, ramo III (unit linked) e ramo V (capitalizzazione), ma tutti i prodotti assicurativo-finanziari «che presentano una scadenza e il cui valore di riscatto è esposto ai valori di mercato, esclusi i prodotti di puro rischio, quali morte, malattia e invalidità». Insomma, «stando a questa definizione (art. 4) rientrano in questa tipologia anche le polizze miste e rivalutabili del Ramo I e i prodotti multi-ramo». In altre parole la Consob, che già sta vigilando sul settore in espansione delle unit linked, in futuro potrà estendere le proprie competenze all’intermediazione di altri tipi di polizze.
Infine, durante la lunga tavola rotonda che ha portato sul palco i principali manager del settore, è stata dibattuta in particolare la provocazione lanciata da Davide Corradi, partner di Bcg, rispetto al destino del settore Rc Auto che, «così come lo abbiamo conosciuto, scomparirà». I principali manager hanno convenuto che il mercato delle polizze auto si restringerà ma nel lungo periodo verrà raggiunta una «nuova normalità» fondata su un giro d’affari evidentemente più contenuto. Camillo Candia, country ceo di Zurich Italia, ha sottolineato che «il mercato ogni anno diventa sempre più piccolo» tanto che in termini reali, è «grande quanto quello del 1998». Dello stesso avviso Luca Filippone, direttore generale di Reale Mutua, per il quale le compagnie «dovranno abituarsi a vivere con molta meno auto». Ma sarà una trasformazione lenta, come ha rilanciato Giovan Battista Mazzucchelli, ad di Cattolica, per il quale il ramo semplicemente dovrà cambiare pelle (e modalità di distribuzione). E in quest’ottica, per Klaus-Peter Roehler, amministratore delegato di Allianz Italia, la risposta alla forte competitività della Rc Auto, è nelle offerte di prodotti «modulari» nel settore danni, su cui il colosso tedesco è impegnato anche con nuove coperture per le Pmi. Si guarda, dunque, a prodotti tailor-made. La difficoltà è di gestire la centralità dei bisogni del cliente e la consulenza in un settore di mercato dove l’unica esigenza, ha sottolineato Maurizio Cappiello, direttore generale di Axa Assicurazioni, è quella del prezzo. Per uscire dall’empasse del settore Rc Auto, ha commentato Patrick Dixneuf, ceo di Aviva, sarà «necessario educare le nuove generazioni alla cultura assicurativa». Fare comprendere che è importante proteggere la famiglia o la casa. Almeno quanto l’auto.

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