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Assemblee, Carige è fiduciosa

Banca Carige stima che le assemblee degli obbligazionisti raggiungano il quorum necessario per il via libera alle modifiche proposte ai termini dei bond subordinati coinvolti nella Lme, cioè la conversione obbligatoria in titoli senior. Questa convinzione deriva dai risultati preliminari di quest’ultima operazione.

Le adesioni allo scambio, lanciato il 29 settembre, sono ammontate a 455,248 milioni di euro su 510 milioni nominali di bond subordinati interessati, per una percentuale di circa l’89%. Un risultato raggiunto grazie al fatto che i tre big Intesa Sanpaolo, Generali e Unipol hanno espresso parere favorevole alla conversione.

Nelle assemblee, convocate il 21 ottobre, verrà chiesto agli investitori delle obbligazioni esistenti di approvare, con delibera straordinaria, determinate proposte di modifica dei termini dei bond. Considerato che le offerte di scambio contengono anche istruzioni di voto favorevole per le assemblee, la banca ligure ritiene che sarà raggiunto il quorum costitutivo e che le relative delibere straordinarie saranno approvate in ciascuna assise in prima convocazione.

In altre parole, serve la maggioranza qualificata (75%) dei voti in assemblea perché la clausola scatti, e i vertici di Carige sono fiduciosi di raggiungere tale maggioranza. Il regolamento dell’operazione di liability management rimane subordinato al buon fine dell’aumento di capitale, che sarà lanciato il mese prossimo dopo il sì della Consob.

Intanto i sindacati intendono scioperare contro il nuovo piano industriale al 2020, che prevede una riduzione del 20% dei dipendenti. Per questo motivo le organizzazioni hanno scritto all’Abi e, nello specifico, alla Commissione nazionale, per l’esperimento del tentativo di conciliazione in materia di sciopero. Le sigle dei rappresentanti dei lavoratori esprimono preoccupazione sull’effettiva capacità del piano di garantire lo sviluppo aziendale e occupazionale, alla luce delle cessioni di rami d’azienda.

Il business plan prevede un migliaio di uscite di personale, di cui circa 230 legate alle cessioni previste: il ramo Ict, la piattaforma di gestione degli Npl e Creditis, società di credito al consumo del gruppo. Se i sindacati sono stati rassicurati dalle parole dell’amministratore delegato Paolo Fiorentino riguardanti il ricorso agli ammortizzatori sociali del settore per la gestione degli esuberi legati ai dipendenti della banca ligure e al meccanismo della volontarietà e degli incentivi, a preoccupare sono le uscite legate alle esternalizzazioni.

Le sigle vedrebbero di buon occhio lo schema già seguito in passato per il Montepaschi: dare la possibilità ai dipendenti di scegliere se rimanere nel gruppo bancario, oppure seguire la società ceduta.

Le organizzazioni lamentano il fatto che in tre anni Carige abbia varato cinque piani industriali, tra aggiornamenti e nuove stesure: tutti i business plan hanno visto importanti tagli al personale. Solo negli ultimi due anni il costo relativo a questa voce è sceso di oltre il 30%. I rappresentanti sindacali auspicano infine che la ristrutturazione dell’istituto, con la conseguente chiusura degli sportelli, venga gestita in modo da non creare problemi organizzativi, comportando carichi di lavoro eccessivi per chi rimarrà in attività.

In borsa Carige ha guadagnato l’1,29% a 0,236 euro, in controtendenza rispetto al settore bancario.

Giacomo Berbenni

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