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Assegno all’ex ridotto se nasce un figlio nella nuova famiglia

Se a un separato nasce un figlio nella famiglia di fatto che ha costituito, l’assegno in favore della prima moglie può essere rivisto al ribasso rapidamente. Ma è necessario che la situazione reddituale dell’interessato venga fornita in modo completo e tempestivo. Lo si desume da un provvedimento del Tribunale di Roma, che conferma che la nascita è elemento idoneo per ridurre la misura del mantenimento ma aggiunge che ciò è possibile sin dal primo provvedimento divorzile, adottato a seguito dell’udienza di comparizione avanti al presidente del Tribunale, ai sensi dell’articolo 4, n. 8, della legge 898/70.
Infatti, l’elemento peculiare della pronuncia, ferma la statuizione che vede nel figlio “nuovo nato” il titolare di un diritto da tutelare comparandolo con gli altri in giudizio, si può considerare il richiamo svolto dal presidente al comportamento processuale dei coniugi posto che «entrambe le parti sono state, puntualmente, adempienti rispetto all’onere di produrre la dichiarazione sostitutiva di atto notorio, redatta ai sensi del Dpr 445/2000, come richiesto dal decreto di fissazione dell’udienza presidenziale» del Tribunale di Roma. È infatti importante sottolineare come le contrapposte richieste delle parti – posto che il marito (padre del nuovo nato) chiedeva una riduzione del mantenimento, mentre la moglie richiedeva un incremento dell’assegno a suo favore – siano state formulate depositando a sostegno tutta la documentazione richiesta dal testo del decreto di fissazione in uso a Roma, che impone una precisa ricostruzione della realtà reddituale e patrimoniale delle parti, sin dall’udienza di comparizione.
Il giudicante ha quindi potuto verificare, analizzando anche i movimenti bancari dei conti correnti con i saldi trimestrali degli ultimi tre anni, la consistenza delle rispettive posizioni e in merito ha subito, correttamente, osservato che «il petitum della presente domanda riguarda non più il mantenimento, ma la determinazione dell’assegno divorzile eventualmente dovuto» per la quale solo l’attività istruttoria consentirà di valutare i presupposti, dati dalle complessive situazioni economico-patrimoniali degli ex coniugi.
Il Tribunale ha poi osservato che «in questa sede sommaria è emerso, tuttavia, un elemento indubbiamente nuovo – la nascita del figlio del ricorrente – idoneo a modificare, sia pure in via provvisoria la situazione antecedente, comportando un maggiore onere economico» per il padre.
L’intervenuto mutamento di una situazione della vita rispetto ai presupposti su cui era stato stabilita dalla precedente omologa la misura dell’assegno ha quindi consentito di modificare, anche in via provvisoria, le statuizioni della separazione, disponendo la riduzione dell’assegno di mantenimento, «restando impregiudicata ogni valutazione in merito all’assegno divorzile, che presuppone la pronuncia sullo status».

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