Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Assegnazione snella al tribunale delle imprese

Il Tribunale di Torino con ordinanza del 13 luglio 2012 ribadisce un principio in tema di competenza delle Sezioni Specializzate destinato a divenire di grande attualità ora che i Tribunali delle imprese entrano a pieno regime.
Per il Tribunale, ferma restando la competenza territoriale, se una causa di competenza ratione materiae della Sezione specializzata viene proposta avanti al Tribunale ordinario dotato della sezione specializzata si pone una questione che non è di competenza in senso tecnico, ma di mera ripartizione degli affari all’interno di un unico ufficio giudiziario.
Il caso sottoposto all’esame dei giudici piemontesi riguardava una controversia in materia di domain names di competenza della sezione specializzata per la proprietà industriale intellettuale sulla base del decreto legislativo n. 168 del 2003.
Con tale decreto il legislatore aveva istituito dodici sezioni specializzate aventi competenza territoriale ultradistrettuale per dirimere le controversie in materia di proprietà industriale e intellettuale.
Il decreto legge n. 1 del 2012 (convertito con legge 27/2012) ha trasformato queste sezioni in «Sezioni Specializzate in materia di impresa» portandole a venti e attribuendo loro competenze più estese, per esempio in materia societaria.
Nel vigore delle precedenti sezioni si era tuttavia posto il problema di definire l’esatta natura dei loro rapporti con i Tribunali ordinari.
Nessun dubbio se la causa attribuita alla competenza della Specializzata veniva proposta dinanzi a un Tribunale senza Sezione: in tal caso la questione che si poneva veniva pacificamente trattata come questione di competenza in senso tecnico, che poteva poi dare luogo all’esperimento del regolamento in Cassazione.
Gli orientamenti della giurisprudenza divergevano invece allorché cause di competenza delle specializzate venivano promosse avanti Tribunali ordinari dotati di sezione specializzata (o viceversa).
In questi casi, alcuni giudici di merito risolvevano la questione in via interna, trasmettendo gli atti al Presidente del Tribunale ovvero al Presidente della specializzata per la diversa assegnazione del fascicolo, rispettivamente alla Sezione Specializzata o al tribunale ordinario.
Altri giudici e la Corte di cassazione, quest’ultima nelle sue decisioni del 2009 e del 2010, ritenevano, invece, che si trattasse di questione di competenza in senso proprio, da declinare in rito, e non «di mera ripartizione degli affari all’interno di un unico ufficio giudiziario».
Tale indirizzo, contrastato dalla dottrina e disatteso dai Tribunali di Milano e Torino, è stato abbandonato nel 2011 dalla stessa Cassazione, che con la pronuncia n. 24656 ha definitivamente statuito «la inammissibilità del regolamento di competenza proposto, trattandosi di questione di concernente la ripartizione degli affari all’interno dello stesso ufficio».
Il Tribunale di Torino conferma l’orientamento che, a questo punto, dovrebbe trovare seguito in relazione a tutte le cause di competenze delle nuove Sezioni di impresa, trovando conforto nelle medesime ragioni testuali, normative e soprattutto di opportunità sottolineate dai giudici piemontesi: evitare appesantimenti dei processi, con la necessità di riassunzione della causa, in contrasto con lo scopo primario perseguito di una più rapida ed efficace definizione dei procedimenti in materia di imprese.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Maximo Ibarra ha rassegnato le sue dimissioni da Sky Italia per diventare amministratore delegato e ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non cede all’ottimismo il ministro dell’Economia Daniele Franco che punta l’indice sui due pun...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

In punta di diritto: la contrarietà a un giudicato nazionale, nel contesto del giudizio di ottemper...

Oggi sulla stampa