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Asse con Merkel sul Recovery, ma sul Mes Conte prende tempo

Sarà un lavoro di squadra con una fitta agenda quello che l’Italia si è impegnata a portare a termine da qui al Consiglio europeo del 17 luglio per spianare la strada a un accordo sul nuovo bilancio europeo e sul New Generation Eu, ossia il Recovery Fund. Lo ha confermato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte nel colloquio telefonico avuto ieri con la cancelliera tedesca, Angela Merkel.

Alla vigilia dell’avvio, oggi, del semestre di presidenza tedesca dell’Unione, Conte ha augurato alla Merkel pieno successo nel suo lavoro che sarà di «mediazione e guida». Il negoziato – è inutile negarlo – non sarà semplice e il tempo stringe ma l’Italia, ha assicurato Conte, farà tutto il possibile per facilitare un’intesa con i quattro Paesi “frugali” e con quelli dell’Est.

Nei fatti Berlino, Parigi e Roma guideranno un esercizio coordinato fatto anche di contatti personali per arrivare a metà mese a un impianto di accordo che poi verrebbe formalizzato nel primo vertice europeo in presenza del post Covid a Bruxelles. A Conte spetterà il compito di tenere le fila soprattutto del fronte Sud dei Paesi europei. Il premier italiano si coordinerà nuovamente con la Merkel nei prossimi giorni dopo avere effettuato un giro di consultazioni che prevede contatti con il presidente francese Emmanuel Macron e forse anche un nuovo colloquio con il premier olandese, Mark Rutte (oggi all’Aja sarà intanto il ministro delle Politiche europee Vincenzo Amendola). In agenda anche un colloquio con il premier portoghese Antonio Costa,m che incontrerà il 7 luglio, e il giorno successivo a Madrid il premier spagnolo Pedro Sanchez. Mentre il 13 andrà a Berlino per incontrare la Merkel. Tra un contatto e l’altro Conte manterrà aperto un canale di comunicazione diretto con il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel per aggiornarlo su tutti i passaggi in corso.

Conte ripone piena fiducia nella capacità di leadership europea della Merkel; da un lato la cancelliera dovrà portare avanti la proposta concordata con la Francia per i 500 miliardi di sovvenzioni a fondo perduto per i Paesi più colpiti dalla pandemia ma dall’altro dovrà sforzarsi di trovare soluzioni che funzionino per tutti sulla base della proposta presentata dalla Commissione europea. Fonti di Governo lasciano trapelare che per l’accordo servirà forse più tempo e magari un nuovo vertice anche dopo il 18 luglio. Uno degli argomenti che potrebbero fare breccia nelle opinioni pubbliche dei Paesi “frugali” riguarda il collegamento tra l’uso delle risorse europee (prestiti e sovvenzioni a fondo perduto) e la sorveglianza delle politiche economiche e di bilancio. Lo stesso Conte più volte ha spiegato che il piano di riforme previsto viene realizzato «non perché lo chiede l’Europa ma perché lo chiedono gli italiani». La stessa Merkel lunedì alla conferenza stampa con Macron ha citato il caso dell’Italia: «Il premier Conte – ha detto – ha fatto delle proposte per il rilancio dell’economia italiana e anche noi in Germania possiamo investire di più e lo faremo».

Un caso a parte tutto italiano riguarda l’utilizzo del Mes. Conte prende tempo. Prima del sì al Recovery Fund nessuna decisione verrà presa anche perchè, oltre a Cipro, solo l’Italia lo utilizzerebbe dando ai mercati un segnale negativo. Occorrerà anche verificare se vi saranno nel frattempo altri acquisti di titoli pubblici italiani da parte della Bce. Insomma non è questione di breve periodo. La cautela di Conte deriva dal fatto che c’è un’opposizione di principio da parte del Movimento Cinque stelle. Se il ministro degli Esteri Luigi Di Maio preferisce rimanere fuori dalla disputa («È meglio che io non intervenga direttamente sul tema, per non indebolire le trattative»), il sottosegretario all’Interno, il grillino Carlo Sibilia. precisa che «senza clausole non ha più senso chiamarlo Mes perché è un’altra cosa». A favore del Mes il leder di Italia Viva,Matteo Renzi così come il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi. A favore anche il segretario della Cgil Maurizio Landini mentre nettamente contrario con FdI resta sempre il leader leghista Matteo Salvini.

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