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Asse Merkel-Macron: Recovery Fund subito

Un’Europa «più solidale», che emetterà per la prima volta debito comune per finanziare la ripresa post-Covid con 500 miliardi disponibili in sussidi a fondo perduto, con «più sovranità» industriale ed economica,«più indipendenza dal resto del mondo nella produzione di medicinali e vaccini», «più verde» per proteggere i propri cittadini dal cambiamento climatico, «più digitale», con una voce più forte nei confronti di Cina e Usa, «più unita» per affrontare qualsiasi sfida, prima tra tutte quella della crisi «inimmaginabile» della pandemia.

È questa la visione dell’Europa declinata al futuro dalla cancelliera Angela Merkel e dal presidente francese Emmanuel Macron, così come è stata rilanciata ieri dai due leader in una conferenza stampa congiunta al termine di un costruttivo incontro al castello di Meseberg, stesso luogo dove due anni fa avevano siglato una nuova intesa di collaborazione per rinvigorire l’asse Berlino-Parigi. Un asse comunque sbilanciato. Angela Merkel è ora molto forte perché è tornata al picco della sua leggendaria popolarità, in casa e all’estero, per la gestione della crisi pandemica in Germania che va presa, ha detto Macron, come «modello al quale mi sono ispirato». Il presidente francese è per contro debole: le elezioni comunali in Francia che si sono tenute nel fine settimana,per quanto con una partecipazione al 40% e il record di astenuti, hanno avuto un esito sorprendente con i Verdi che hanno conquistato grandi città come Lione, Marsiglia, Strasburgo e Bordeaux e con una pesante sconfitta per Macron.

Alla vigilia del semestre tedesco al Consiglio europeo, che inizia il 1°luglio, Merkel e Macron hanno voluto enfatizzare ieri in maniera solenne «la resilienza» dell’alleanza tra Germania e Francia perchè è solo rafforzando l’unione tra i due Paesi e tra tutti e la solidarietà tra tutti gli Stati della Ue che l’Europa sarà in grado di affrontare la crisi economica, sociale, sanitaria della pandemia, la più grande dalla seconda guerra mondiale e «inimmaginabile». «È arrivato per l’Europa il momento della verità», ha detto Macron, sottolineando a più riprese insieme alla cancelliera il senso di urgenza e la necessità di trovare il prima possibile un accordo sul fondo per la ripresa e sul budget europeo 2021-2027, «che sono le priorità».

Sanità,occupazione, digitalizzazione, cambiamento climatico, crisi sociale, economica e industriale: sono questi i fronti aperti e le sfide dell’Europa messe in risalto dai due leader. La cancelliera ci ha tenuto a dire che considera l’uso delle risorse europee (prestiti e sovvenzioni a fondo perduto) al “semestre” europeo di sorveglianza delle politiche economiche e di bilancio come «estremamente utile per tutti». Citando il caso dell’Italia, Merkel ha detto che «il premier Conte ha fatto delle proposte» per il rilancio dell’economia italiana e anche noi in Germania «possiamo investire di più e lo faremo». Merkel ha poi aggiunto che l’idea di legare l’azione anticrisi anche «all’agenda delle riforme è una proposta eccellente che ci permetterà di avere molte passerelle e riconciliare molti interessi».

Nel corso della conferenza stampa, l’iniziativa della Commissione Ue Next Generation da 750 miliardi con un mix di sovvenzioni e prestiti,la proposta Merkel-Macron mirata a una solidarietà da 500 miliardi di sussidi a fondo perduto, i prestiti di pronto intervento dal Mes a Sure,il budget comunitario per il 2021-2027, l’emissione di bond per la raccolta di debito comune sono stati richiamati più volte perchè oltre ai buoni intenti e i grandi progetti,sarà la capacità di spesa e di investimento in Europa la vera marcia in più per un futuro migliore.

Riferendosi al fondo per la ripresa da 500 miliardi di sovvenzioni a fondo perduto, Macron ha sottolineato con vigore «la cancelliera e io l’abbiamo messo sulla carta: è la nostra priorità assoluta,senza l’Europa non sarebbe all’altezza della sfida». Un messaggio rafforzato in vista della riunione del 17/18 luglio alla quale il Consiglio discuterà del Recovery Fund e del budget: «Speriamo di arrivare a una soluzione anche se il cammino da percorrere è ancora lungo», si è augurata Merkel. In tono polemico, in riferimento ai Paesi cosiddetti “frugali” (Olanda, Svezia, Danimarca e Austria), Macron ha ricordato che «sono beneficiari netti del mercato unico partecipando a uno spazio comune di prosperità e scambi, hanno dei vantaggi molto più di altri, di qui la necessità che siano solidali».

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