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Aspi, sprint finale sul negoziato Poi deciderà l’assemblea Atlantia

Cauto ottimismo. A valle del consiglio di amministrazione di Atlantia che ha stabilito l’ennesima proroga nella trattativa con Cdp e i fondi per acquistare l’88% di Autostrade per l’Italia, all’interno della compagnia si comincia a pensare che i prossimi giorni potrebbero essere cruciali per definire una quadra, se non definitiva, almeno puntuale dell’intesa.

In particolare la holding ha comunicato che il cda «ha preso atto della disponibilità avanzata con lettera del 12 marzo 2021 da parte del consorzio composto da Cdp Equity, The Blackstone Group International Partners e Macquarie Infrastructure and Real Assets Limited di estendere fino al 27 marzo 2021 il periodo di validità dell’offerta vincolante, presentata in data 24 febbraio 2021» per rilevare appunto il controllo di Aspi. Il consiglio, si legge ancora nella nota diffusa dalla società, «ha accolto tale disponibilità con l’intento di verificare la possibilità di introdurre i necessari sostanziali miglioramenti, indicando altresì che, in caso di concreti sviluppi, la nuova offerta abbia un periodo di validità tale da consentire di sottoporla all’esame dell’assemblea degli azionisti, dopo averne valutato la coerenza con l’interesse sociale, così come previsto dal progetto di scissione approvato» dallo stesso board in data 14 dicembre 2020 e dall’assemblea in data 15 gennaio 2021.

Ancora 10 giorni dunque per trovare un accordo di massima su cui costruire il riassetto di Autostrade. Il cda conta di poter ricevere entro il 27 marzo una proposta che contenga «sostanziali miglioramenti». Come è noto i temi su cui al momento le parti sono in disaccordo sono tre: il prezzo, le garanzie legate allo sconto manleva e l’impianto contrattuale. Sul prezzo è dove si registra la distanza maggiore: la cordata, supportata da 15 consulenti internazionali per una due diligence tecnica, fiscale e legale, ha messo sul piatto 9,1 miliardi contro gli 11 miliardi di valorizzazione individuata da Atlantia sulla base delle più recenti stime degli advisor.

Detto ciò ci sono alcuni elementi che inducono a un moderato ottimismo. In primis il fatto che le parti, in particolare gli advisor legali e finanziari, continuano a trattare intensamente (anche oggi sono previsti ulteriori incontri).

Una cosa è tuttavia certa. Nel caso di un’offerta migliorativa, il cda, supportato dai propri advisor, esprimerà una valutazione sulla «congruità con l’interesse sociale» ma spetterà poi all’assemblea dei soci il verdetto finale, visto che è stata la stessa assise – praticamente all’unanimità – a decidere nei mesi scorsi di avviare e proseguire con il famoso percorso di dual track, che prevede la scissione di Aspi o in alternativa la cessione dell’88%. La riunione degli azionisti sarà così, nel caso, anche il terreno di confronto tra i vari soci e delle eventuali, diverse posizioni degli stessi riguardo l’operazione proposta da Cdp-fondi. Praticamente impossibile, in ogni caso, che il dossier possa essere presentato all’assemblea di bilancio convocata per il 28 aprile: l’offerta di Cdp-fondi arriverà probabilmente il 27 marzo e non ci sono i tempi tecnici, più probabile, in caso, la convocazione di un’assise ad hoc a maggio.

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