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Per Aspi scissione in due tempi Ai soci Atlantia il 61% di newco

Il processo di separazione di Aspi da Atlantia sarà perfezionato in due step, prima con la scissione del 55% e dopo con il conferimento di un pacchetto del 33% da parte di Atlantia alla newco. Alla fine del processo gli azionisti di Atlantia avranno il 61,8% della nuova entità, mentre la holding o gli investitori terzi che subentreranno il 38,14% del capitale. Questo a patto però che l’intera operazione sia perfezionata dopo il verificarsi di otto condizioni, tra cui lo scioglimento di qualsiasi legale finanziario e infragruppo tra la stessa Atlantia e Aspi.

Si tratta delle direttrici chiave intorno alle quali si sviluppa il progetto di scissione di Aspi da Atlantia. Il piano è stato depositato nei giorni scorsi dalle società coinvolte nell’operazione, inclusa la newco appena nata e destinata a essere quotata in Borsa con in pancia la nuova Aspi. E così, mentre prosegue il braccio di ferro con il Governo, con quest’ultimo che minaccia la revoca della concessione autostradale e che stando a indiscrezioni insieme a Cdp dovrebbe convocare Atlantia nei prossimi giorni (al momento non risultano convocazioni in tal senso secondo quanto riferito negli ambienti vicini alla società), la holding sembra proseguire diritta per la sua strada. Prova ne è il completamento delle formalità relative all’avvio effettivo del cantiere per la separazione tra le due entità.

Percorso in due step

Il documento, 20 pagine, traccia un percorso puntuale per la scissione di Aspi. Nel dettaglio, il piano prevede alcuni passaggi attraverso cui si snoderà tale processo e fissa alcune soglie. In primo luogo è prevista la scissione parziale e proporzionale a favore della newco, battezzata Autostrade concessioni e costruzioni, del 55% del capitale sociale di Aspi con contestuale assegnazione ai soci di Atlantia dell’intero importo dell’aumento di capitale a servizio dell’operazione. Subito dopo il trasferimento ai soci della holding di questo pacchetto, Atlantia, a cui oggi fa capo l’88% di Aspi, conferirà alla stessa newco, questa volta in natura, il pacchetto rimasto in suo possesso e pari al 33,06% della controllata autostradale. Una soglia simbolica se si pensa che quella quota, secondo il piano originario, sarebbe finita proprio a Cdp. A questo punto si perfezionerà la quotazione a Piazza Affari della nuova entità.

Separazione a metà 2021

Secondo lo schema tracciato nel piano, all’esito dell’operazione i soci di Atlantia deterranno così una quota di capitale della newco del 61,86%, mentre in capo ad Atlantia resterà, post conferimento, un pacchetto del 38,14% della stessa newco. Tali quote potrebbero variare, spiega il progetto di scissione, in virtù del piano di assegnazione gratuita di azioni ai dipendenti e delle azioni proprie detenute da Atlantia al momento del perfezionamento dell’operazione.

Il piano inoltre sottolinea che nell’ambito della fase del conferimento potrà di fatto concretizzarsi la cessione a terzi, in una o più tranche, della partecipazione del 38% che resterà in capo ad Atlantia dopo la scissione proporzionale del 55%. I nuovi e futuri azionisti, dunque, secondo questo schema avranno il 38% del capitale della newco destinata a finire in Borsa. Il resto farà capo agli attuali soci di Atlantia che per effetto della scissione verranno a detenere un titolo di Atlantia e un titolo di Autostrade concessioni e costruzioni. Secondo il piano depositato presso la Camera di Commercio l’intera operazione si completerà intorno alla metà del 2021. Il documento ricorda inoltre che Atlantia ha avviato un processo con advisor indipendenti per valutare da un lato la vendita dell’intero 88% a terzi e dall’altra del pacchetto del 38% della newco.

Le condizioni chiave

Per effetto della scissione il capitale sociale della newco sarà pari a 400 milioni. In base al principio della continuità dei valori contabili nell’ambito del piano sono presi in considerazione i valori iscritti nel bilancio di Atlantia della partecipazione in Aspi. In virtù di ciò il pacchetto che sarà oggetto di scissione avrà un valore pari a 3,3 miliardi di euro, pari al 62% del valore della partecipazione complessiva dell’88% detenuta da Atlantia in Aspi e contabilizzata nel bilancio della holding per 5,3 miliardi.

L’operazione di scissione inoltre risulta condizionata a una serie di punti. Tra questi oltre all’efficacia dell’accordo transattivo, alle autorizzazioni di Consob e Borsa italiana, al via libera di obbligazionisti e banche finanziatrici, è fondamentale ai fini dell’operazione la risoluzione di tutti i rapporti infragruppo tra Atlantia e Aspi, inclusi finanziamenti e garanzie date dalla holding a favore della controllata. Un passaggio delicato se si pensa alla struttura del debito di Aspi e Atlantia. Aspi ha infatti un indebitamento di 10,8 miliardi. Di questi, Atlantia è garante di circa 2,1 miliardi di finanziamenti (verso Cdp e verso Bei di cui 1,7 miliardi richiamabili immediatamente) e di circa 3,8 miliardi di prestiti obbligazionari. Complessivamente si tratta di 5,5 miliardi che legano i destini di Aspi a quelli di Atlantia.

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