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Aspi, ecco la nuova offerta Cdp Definito l’assetto di governance

Un Memorandum of Understanding (MoU) che contiene un’offerta vincolante condizionata alla due diligence; una governance che assegna a Cdp l’indicazione del vertice di Aspi e ai due fondi azionisti, Blackstone e Macquarie, la scelta del cfo di entrambe le società; un assetto azionario della newco che rileverà il pacchetto dell’88% di Aspi con Cdp al 40% e i due investitori al 30% ciascuno; infine, un “aggiustamento” del prezzo.

Sono queste, secondo fonti qualificate, le direttive guida dell’offerta che oggi il consiglio di amministrazione di Cdp presenterà ad Atlantia per rilevare l’88% di Aspi. In queste ore sono in corso le ultime limature dopo un week end che ha visto le squadre dei consulenti trovare una quadra. La proposta che arriverà sul tavolo del gruppo che fa capo alla famiglia Benetton sarà vincolante, si apprende, seppur condizionata al verificarsi di alcune condizioni dalla due diligence (che nella precedente proposta era indicata in circa 10 settimane) al Piano economico finanziario di Aspi, per la cui approvazione serve ancora tempo. Una formula che, secondo alcune fonti, avrebbe trovato già l’approvazione di Atlantia. Altrettanto definito pare l’assetto azionario del veicolo, con Cdp al 40% e i due fondi al 30% ciascuno. Una fotografia che però in un secondo tempo potrebbe essere modificata con la vendita di una parte del pacchetto, circa il 10%, da parte di Cdp ad altri investitori italiani interessati a entrare nella partita.

Secondo lo schema che oggi Cdp dovrebbe comunicare ad Atlantia, ci sarebbe poi già un accordo di massima tra i tre soggetti interessati a rilevare l’88% di Aspi sul fronte della governance. Secondo alcune fonti spetterebbe a Cdp l’indicazione della presidenza del veicolo e della stessa Aspi, mentre per l’amministratore delegato di Aspi e della newco sarebbe prevista una procedura che di fatto garantisce alla stessa Cassa l’indicazione del manager con il gradimento necessario da parte di Blackstone e Macquarie. Ai due fondi, invece, è garantita la nomina del Cfo di Aspi e del veicolo. Il vero nodo resta ad ogni modo il prezzo. L’attenzione è tutta concentrata su questa variabile, che nell’offerta preliminare Cassa e soci avevano valutato in un range tra gli 8,5 e i 9,5 miliardi. Proprio i “termini economici e le relative condizioni” dell’offerta preliminare presentata il 19 da Cassa non hanno convinto il cda di Atlantia, che nella seduta del 20, li ha definiti «allo stato non ancora conformi e idonei ad assicurare l’adeguata valorizzazione di mercato della partecipazione». Secondo indiscrezioni nel mentre si sarebbe “aggiustato” il prezzo che i nuovi investitori sono disposti a pagare per Aspi.

Quella che si apre, ad ogni modo, è comunque una settimana decisiva per il destino di tutto il dossier, su cui sono al momento aperte due strade, il percorso di dual track (vendita all’asta o scissione) formalmente avviato a fine settembre dalla holding, e la trattativa con Cassa riavviata un paio di settimane fa, dopo la moral suasion del governo per superare lo stallo in cui erano precipitate le negoziazioni. La nuova offerta di Cdp e dei fondi, che sarà appunto formalizzata oggi, finirà domani al vaglio del consiglio di amministrazione di Atlantia. Per venerdì la società ha in calendario anche l’assemblea dei soci chiamata ad esprimersi sul percorso di dual track. Assemblea che, se il board di domani valutasse l’offerta di Cassa pienamente soddisfacente, potrebbe essere posticipata per il tempo necessario a definire gli accordi. L’impressione, secondo alcuni osservatori, è che comunque serva ancora tempo per trovare un accordo soddisfacente per entrambe le parti e non sono dunque esclusi ulteriori rinvii. Atlantia potrebbe dunque tenere “aperta” l’assemblea fino al raggiungimento di una intesa definitiva con Cdp e i due fondi.

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