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Aspi, entro fine febbraio l’offerta vincolante da Cassa

Cassa depositi e prestiti, insieme ai fondi Blackstone e Macquarie, chiedono tempo fino alla fine di febbraio per un’offerta vincolante per Aspi. Il consorzio, secondo quanto si apprende da ambienti finanziari, ha inviato ieri sera una lettera ad Atlantia in cui esprime la convinzione di poter formulare un’offerta «binding» entro la fine di febbraio. Nella lettera non viene formulato nessun prezzo. Piuttosto la missiva esprime toni comunque più propositivi: «Il consorzio continuerà a lavorare in forma collaborativa e rapida con Atlantia per completare il percorso rimanente. Con l’obiettivo di inviarvi la proposta finale entro febbraio», si legge nel documento. L’unica cifra che emerge nella lettera è quella del 28 febbraio, data ultima entro cui formulare la proposta vincolante. Resta da capire se la proposta si collocherà nel range tra 8,5 e 9,5 miliardi già presentata ad Atlantia da Cdp, seppur infomalmente, e più volte respinta al mittente. Si vedrà. Resta il fatto che il nuovo passaggio agli atti sembra più costruttivo rispetto ai recenti scambi tra le parti.

A questo punto Atlantia convocherà il cda per venerdì 5 febbraio per valutare la missiva e decidere come procedere. Questo dopo che la holding aveva concesso tempo fino al 31 gennaio per la presentazione dell’offerta vincolante sull’88% di Aspi. La previsione, da parte di Cdp e dei due fondi, di riuscire a completare l’analisi di Aspi nel giro di un mese, previsione peraltro messa nera su bianco, ha però riacceso i riflettori in Borsa sul titolo Atlantia.

Le azioni della holding, ben comprate fin dalle prime battute, dopo essere state congelate per eccesso di rialzo, hanno archiviato la seduta in progresso dell’8,78%.

L’attenzione del mercato si sposta ora sul consiglio di amministrazione di Atlantia in agenda per fine settimana. La holding valuterà se rinnovare o meno il permesso alla cordata di scambiarsi internamente le informazioni contenute nei documenti depositati in data room. L’impressione è che si vada in quella direzione, alla luce anche della scelta di Cdp di fornire una data puntuale ai fini dell’offerta vincolante. Atlantia, a questo punto, sembra dunque aver poco da perdere. Mentre la cordata Cdp completerà le valutazioni del caso, infatti, anche altri investitori interessati al percorso di scissione potrebbero farsi avanti ed avere accesso alle informazioni. Si potrebbe andare così verso una sorta di binario parallelo tra la cordata Cdp e tutti quei soggetti che puntano alla separazione e dunque all’acquisto del 55% della concessionaria.

Tanto più che in questo scenario manca ancora l’approvazione definitiva al piano economico finanziario di Aspi. Aspi auspica che tra qualche settimana la documentazione arrivi sul tavolo del Cipe che, sulla carta, dovrebbe impiegare tra i tre e i sei mesi per dare l’ok. Più il tempo passa più tardi scatterà il maxi piano di investimenti. Al Mit ci sono ben 7 miliardi di euro di progetti depositati che aspettano di diventare esecutivi non appena il pef otterrà l’ultimo via libera.

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