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Aspi, Cdp e i fondi avanti per l’88% Offerta per gennaio

La lettera è arrivata sul tavolo dei manager di Atlantia in tarda serata ma di fatto ribadisce quanto già preannunciato il 14 dicembre scorso: Cdp e i fondi Blackstone e Macquarie proseguiranno nella due diligence di Autostrade per l’Italia e contano di presentare un’offerta per l’88% della società entro gennaio.

Questa a grandi linee è dunque la posizione di Cassa che, con il supporto dei fondi internazionali, sarebbe dunque intenzionata a procedere con una proposta. Offerta, tuttavia, che arriverà a valle dell’assemblea di Atlantia convocata per il 15 gennaio e chiamata a deliberare sul piano di scissione di Autostrade per l’Italia. Progetto che prevede, come noto, la separazione del 33% dell’asset e il conferimento del 55% ad Autostrade Concessioni e Costruzioni. L’operazione non preclude la possibile vendita a Cassa e ai suoi partner dell’intero pacchetto, tanto che è stato fissato, come termine ultimo per poter esaminare un’eventuale offerta a riguardo il 31 luglio 2021. Tuttavia, perchè la proposta possa entrare in competizione con la scissione la valutazione dell’asset dovrà essere di un certo rilievo. Diversamente è difficile immaginare che gli azionisti, una volta approvato il percorso di separazione, possano ritornare sui propri passi revocando la delibera di metà gennaio.

Questo, tuttavia, non escluderebbe comunque Cassa dal poter rientrare in partita. Nella missiva inviata ieri Cdp e i fondi hanno ribadito la volontà di voler puntare all’88% di Aspi ma il percorso di separazione offre anche un’altro genere di opportunità. In particolare, ora è prevista la scissione del 33% di Aspi e il conferimento nel veicolo appositamente costituito, ossia Autostrade Concessioni e Costruzioni spa, del restante 55%. Il che significa che il 33% della newco finirà direttamente sul mercato perché verrà attribuito ai soci di Atlantia (tra i quali Edizione che verrà a detenere il 9,9%), mentre il 55% di Autostrade, che diventerà il 62,77% di Autostrade Concessioni e Costruzioni, verrà venduto. A chi? A soggetti internazionali o italiani tra quali ovviamente potrebbe esserci Cdp e i suoi potenziali partner. Una volta chiusa l’assise, se verrà approvata la scissione, si aprirà quindi un nuova finestra per poter formulare un’offerta per il 62,7% entro il 31 marzo 2021. Dopo questa data, è stato spiegato, si aprirà un ultimo slot per i potenziali acquirenti: «Qualora dovesse pervenire una nuova offerta da parte di Cdp e/o altri investitori per l’acquisto dell’intera partecipazione dell’88,06% del capitale detenuta in Aspi, il cda la esaminerà e la sottoporrà all’assemblea e nel caso verrà revocata la scissione. Tale finestra tuttavia si chiuderà il 31 luglio». Dopo di che Atlantia procederà con la scissione e conta di chiudere l’operazione per settembre quando ragionevolmente sarà completata anche tutta la procedura di approvazione dell’atto transattivo e del piano economico finanziario di Aspi.

Dunque tempi molto più dilatati per completare la valorizzazione. Cruciale ancora una volta sarà il prezzo, negli scorsi giorni è circolata la voce che il consorzio guidato da Cdp stesse considerando una proposta complessiva per Autostrade attorno ai 7,5 miliardi. Valutazione molto inferiore alle attese di Atlantia.

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