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Aspi, il cda Atlantia verso i tempi supplementari

Con ogni probabilità il consiglio di amministrazione di oggi di Atlantia sarà costretto ad aggiornarsi. Nei giorni scorsi, nell’ambito della trattativa avviata con Cdp e i fondi, Blackstone e Macquarie, per l’88% di Autostrade per l’Italia, la holding infrastrutturale ha chiesto alla controparte alcuni ulteriori aggiustamenti all’offerta. Modifiche, tuttavia, rispetto alle quali Atlantia non ha ancora ricevuto riscontri formali da Cassa e dai suoi partner. In ragione di questo è plausibile immaginare che servirà un ulteriore supplemento di confronto tra le parti per provare a trovare una quadra. Diversamente dal passato, tuttavia, si racconta che il clima che starebbe animando gli attuali incontri sarebbe molto più collaborativo. In ragione di ciò, qualcuno arriva a ipotizzare che già nei prossimi giorni potrebbe essere trovato un punto di contatto. In modo tale da poter convocare nuovamente il cda all’inizio della prossima settimana per le delibere opportune. Che riguarderebbero, in particolare, la convocazione dell’assemblea dei soci al fine di poter sottoporre, con intento consultivo, la proposta del consorzio agli azionisti.

Riguardo ai punti attorno a cui si starebbe ragionando, come riferito da Radiocor, spiccano almeno tre nodi. Innanzitutto il tema dei ristori per il Covid, circa 400 milioni relativi al secondo semestre 2020, e che dovrebbero essere destinati ad Aspi e quindi ad Atlantia, ristori che sono sul tavolo del Governo ma su cui non vi è ancora alcuna certezza giuridica. In secondo luogo c’è la questione delle garanzie, già abbassate da Cdp da 1,5 miliardi a 800 milioni: di questi circa 440 milioni sono relativi a una causa per atti di inquinamento ambientale legati alla Variante di Valico vinta in primo grado da Aspi. Per questo Atlantia vuole escluderla dal computo .

Infine c’è il tassello del considerevole lasso di tempo che potrebbe intercorrere tra firma degli accordi vincolanti e il closing dell’operazione (previsto per fine anno): diversi mesi in cui Atlantia vorrebbe garanzie sulla governance, in particolare sulla realizzazione e sullo sblocco degli investimenti, ma che – secondo la holding – dovrebbero vedere anche una corretta remunerazione del capitale investito a un tasso adeguato (il Wacc, dunque attorno al 7-8%) da calcolarsi su tutto il valore assegnato ad Aspi. In altre parole vanno affinati gli ultimi cruciali dettagli.

Da ultimo c’è la questione Florentino Perez. A valle della lettera inviata dal patron di Acs la scorsa settimana per manifestare il proprio interesse per Aspi, Atlantia è in attesa di ricevere dal costruttore spagnolo indicazioni più dettagliate in merito. In particolare, una possibile offerta vincolante da mettere eventualmente in concorrenza con quella di Cdp all’assemblea che con ogni probabilità si terrà a fine maggio. Perez, tuttavia, allo stato attuale non sarebbe ancora entrato ufficialmente in data room. Insomma, non avrebbe ancora iniziato l’analisi approfondita dei documenti funzionale alla successiva presentazione di una proposta concreta nei numeri, nelle intenzioni, nei risvolti strategici, legali e di governance. Ragione per cui, allo stato attuale, l’unico interlocutore di Atlantia resta Cassa. Almeno fino a quando Acs non manifesterà le sue reali intenzioni. E questo potrebbe avvenire anche a ridosso dell’assise.

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