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Aspi, Atlantia e Cdp verso l’intesa Trattativa sul debito della Newco

Sembra in dirittura d’arrivo l’accordo tra Atlantia e Cassa Depositi e Prestiti per il riassetto di Aspi. Dopo una riunione di oltre quattro ore che si è tenuta ieri mattina tra la squadra dell’amministratore delegato di Cassa spa Fabrizio Palermo e l’ad di Atlantia Carlo Bertazzo, l’impressione è che si siano creati i presupposti per una intesa in grado di soddisfare entrambe le parti. Oggi si riunirà il board di Atlantia per avviare il piano di scissione proporzionale della controllata autostradale. A quel punto il negoziato entrerà nel vivo. Le ipotesi sul tavolo sono diverse, ma c’è uno schema, ieri al centro della riunione tra Bertazzo e Palermo, che risulta più accreditato di altri. Si tratta della scissione con accollo di una parte del debito di Atlantia. Tale opzione, ancora oggetto di trattativa, secondo alcune fonti ha due importanti risvolti: garantisce ad Atlantia un beneficio nell’ordine di 5-6 miliardi, tra allocazione del debito ed equity; inoltre, a regime, disegna un assetto di Aspi che secondo le prime ricostruzioni vedrà il mercato a poco meno del 40%, Cdp e investitori terzi al 51% circa e il restante 12% del capitale nelle mani dei soci di minoranza Allianz e Silk Road.

Verso la scissione di Aspi

Dopo giorni di contatti serrati tra i vertici di Cdp e quelli di Atlantia per trovare una strada condivisa sull’ingresso della Cassa Depositi e Prestiti nel capitale di Aspi, oggi il board della holding autostradale controllata dalla famiglia Benetton avvierà il cantiere per la scissione. All’ordine del giorno del board l’uscita di Atlantia dal capitale di Aspi secondo un percorso che prevede una doppia opzione: vendita tramite una gara internazionale della quota dell’88% o scissione proporzionale della controllata autostradale. Il via libera del board alla separazione di Aspi implicherà dunque, in un secondo tempo la convocazione dell’assemblea straordinaria della holding che dovrà apporre il sigillo all’uscita della società dal capitale di Aspi. L’assise, secondo quanto si apprende, sarà convocata a stretto giro dopo che sarà trovata una intesa definitiva con Cdp. Sempre in una fase successiva il board potrebbe dare mandato a una banca d’affari indipendente per la valutazione della stessa Aspi. Il valore di Aspi dovrà essere definito alla luce del Piano economico finanziario presentato dalla società autostradale su cui c’è già un sostanziale via libera del ministro Paola De Micheli sugli oneri legati al crollo del Ponte Morandi (3,4 miliardi), a esclusivo carico di Autostrade, e sugli investimenti al 2038 (14,5 miliardi più i 7 miliardi per la manutezione), mentre è ancora oggetto di verifiche se il meccanismo di remunerazione proposto dalla società sia coerente con gli investimenti programmati.

Nella newco debito Atlantia

Il via libera del board alla scissione è fondamentale alla luce del piano di riassetto su cui stanno ragionando Atlantia e Cdp. Con ogni probabilità il consiglio si limiterà oggi a deliberare una scissione sino all’88% che garantisce un ampio margine di manovra. L’obiettivo, infatti, sarebbe quello di procedere a una separazione solo per il 70%. Lo schema dell’intesa, anticipato dall’agenzia Bloomberg, prevede una operazione in più passaggi e una valutazione di Aspi di 11 miliardi. Numeri e percentuali sono ancora soggetti a modifiche, ma secondo alcune fonti si sarebbe trovato una intesa di massima su due punti chiave: una parte del debito di Atlantia deve essere allocato nella Newco, e sul mercato, e dunque agli azionisti di Atlantia, finirà una quota di flottante di Aspi del 40%.

Ci si trova dunque di fronte a una sorta di scissione con accollo del debito. L’ipotesi, nel dettaglio, prevede che come prima cosa si proceda alla creazione di una Newco quotata, in cui sarà allocato un debito di Atlantia sul cui ammontare effettivo si sta trattando. Una fonte indica in circa 3 miliardi una valore verosimile. Questa newco controllerà il 70% di Aspi. A questo punto il veicolo varerà un aumento di capitale riservato sottoscritto dalla Cassa Depositi e Prestiti e altri investitori terzi di circa 5-6 miliardi, risorse che saranno utilizzate dalla stessa Newco per pagare il debito di Atlantia di 3 miliardi e acquistare da Atlantia il 18% di Aspi rimasto in suo possesso. La cordata Cdp salirà così al 51% di Aspi. In questo quadro la holding guidata da Carlo Bertazzo avrà un beneficio tra incasso (per la vendita alla Newco del 18%) e rimborso del debito (circa 3 miliardi) nell’ordine di 5-6 miliardi, i soci di minoranza Allianz e Silk Road non si vedranno diluiti in quanto la ricapitalizzazione avverrà nella Newco e resteranno fermi al 12% e il flottante sul mercato sarà poco meno del 40%.

La prospettiva di un imminente accordo tra le parti sul riassetto di Aspi ha spinto il titolo Atlantia in Borsa: ieri le azioni della holding hanno registrato un progresso del 16,2%.

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