Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Asili e welfare, l’Italia è unita

Italia unita sulla spesa per il welfare. Per gli asili e le funzioni sociali (assistenza ad anziani e disabili, servizi domiciliari, centri educativi, case famiglia) i comuni del Sud si allineano agli standard del Centro-Nord, in alcuni casi raddoppiando le risorse pro capite a disposizione, come nel caso di Giugliano in Campania che passa da un valore di spesa pari a 59 euro a persona a 95,84 euro. O come Reggio Calabria che da 78 euro circa pro capite sale a 102,83 euro. E’ quanto prevedono gli obiettivi di servizio definiti ieri dal Mef per i comuni delle regioni a statuto ordinario. Un’operazione di riequilibrio finanziata dalle risorse stanziate (215,9 milioni di euro) con la legge di bilancio 2021 che favorirà il potenziamento dei servizi sociali soprattutto nei municipi che denotano maggiori carenze. E che rappresenta un primo passo verso la determinazione di quei Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) che rappresentano una delle grandi riforme incompiute del nostro Paese.

“I servizi sociali e gli asili nido hanno sempre rappresentato la vera grande differenza tra nord e sud. Queste distanze le abbiamo azzerate ed è una vera rivoluzione”, ha spiegato il viceministro al Mef, Laura Castelli. “Per gli asili e per la spesa delle funzioni sociali, si supera finalmente la spesa storica. Da oggi, rendiamo tutti i comuni più uguali, assicurando le stesse risorse e gli stessi servizi ai cittadini, indipendentemente dall’area geografica in cui vivono. È il risultato di un lavoro portato avanti in questi anni, insieme alla Commissione Tecnica per i Fabbisogni Standard presso il Mef. Un’operazione di vero riequilibrio che non penalizza gli altri comuni, grazie alle risorse in più che abbiamo messo nella ultima legge di bilancio, e che cresceranno dal 2021 al 2030”, fino a raggiungere la cifra di 650,9 milioni di euro.

In questo modo i comuni delle regioni a statuto ordinario che presentano una spesa storica inferiore ai fabbisogni standard (perché storicamente hanno speso meno per asili e welfare) vengono incentivati a incrementare la spesa per il sociale nel 2021. Con le risorse aggiuntive gli enti potranno:

– assumere assistenti sociali a tempo indeterminato qualora l’incidenza del numero di assistenti sia inferiore a 1 su 6.500 abitanti;

– assumere altre figure professionali specialistiche necessarie per lo svolgimento del servizio;

– incrementare il numero di utenti serviti;

– migliorare i servizi sociali comunali in relazione ad un paniere di possibili interventi. L’utilizzo delle risorse dovrà essere rendicontato.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Gaetano Miccichè lascia il consiglio di amministrazione di Rcs MediaGroup. Il presidente della div...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Rinvio per tre provvedimenti chiave del governo Draghi per accompagnare l’attuazione del Recovery...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Se mai ci fosse stato un dubbio, il Csm ha messo nel mirino tutta la situazione che sta incendiando...

Oggi sulla stampa