Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Articolo 18, scontro sindacati-Fornero

di Davide Colombo

Un attacco netto per i contenuti della manovra in via di approvazione e per i provvedimenti che il Governo intende varare nella «fase due» per riformare il mercato del lavoro. Cgil, Cisl, Uil e Ugl confermano la loro compattezza assoluta a una settimana dallo sciopero dei lavoratori del settore privato. E ieri, di nuovo in piazza per lo stop del pubblico impiego, hanno mandato un segnale inequivocabile a palazzo Chigi: così non va.
A dirlo più chiaro di tutti è stata la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso («Il 24 saremo in piazza, non per rovinare il Natale a qualcuno, ma perché per i lavoratori colpiti dalla manovra non sarà un Natale sereno»), che in un'intervista sul Corriere della Sera aveva respinto le riflessioni del ministro Elsa Fornero sia sulla previdenza sia sul nuovo mercato del lavoro: «Lo dico con brutalità: bisogna che il Governo scenda dalle cattedre e si metta a discutere con i lavoratori e le parti sociali». Parole che hanno colpito il ministro, che aveva invitato a non considerare l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori come un tabù: «è una reazione che non capisco – ha risposto – perché il mio era esattamente un invito al dialogo». La Fornero s'è detta «dispiaciuta e sorpresa per un linguaggio che pensavo appartenesse a un passato del quale non possiamo certo andare orgogliosi» soprattutto, ha aggiunto, per «la personalizzazione dell'attacco che non fa merito a chi lo ha condotto».
L'invito al confronto resta aperto: con i sindacati «possiamo vederci a gennaio, ma anche prima; per quanto mi riguarda io non ho preclusioni».
Un invito che nella caldissima giornata di ieri è rimasto inascoltato. Susanna Camusso non concede nulla: l'articolo 18 ha «un potere deterrente ed è per questo che lo si vuole togliere». Anche Raffaele Bonanni ha respinto qualsiasi ipotesi di modifica della norma che vincola i licenziamenti: «Sono molto preoccupato per quello che sta accadendo. A 12 ore dall'approvazione della manovra già si aizza la gente su una materia che si sa che crea problemi». Identica la posizione del leader della Uil, Luigi Angeletti: «Noi non siamo rassegnati a lasciare che le cose si svolgano secondo la logica che vorrebbe l'attuale governo». E non la pensa diversamente Giovanni Centrella (Ugl): i veri obiettivi della riforma del mercato del lavoro sono due – dice – «l'articolo 18 e il sindacato». Insomma, per usare le parole del sindacalista, l'invito al confronto sul mercato del lavoro arrivato dalla Fornero, equivale a un «benvenuto che parte proprio dalla messa in discussione della tutela delle tutele». Il nodo dell'articolo 18 agita anche il Pd il cui segretario, Pier Luigi Bersani, ha già fatto sapere al ministro che «non è un tema» non perché sia un tabù ma perché la vera priorità del momento sono gli ammortizzatori sociali, che vanno riformati ed estesi.
Alla manifestazione di ieri hanno partecipato migliaia di lavoratori del pubblico impiego. I sindacati hanno parlato di «alta adesione» allo sciopero di otto ore mentre il Dipartimento della Funzione pubblica ha diffuso dopo le 17 dati che parlavano di un'adesione pari all'8,7% (relativi al 36,7% del campione di riferimento). «Il Governo prenda atto – hanno affermato i segretari generali Fp-Cgil, Rossana Dettori, Cisl-Fp Giovanni Faverin Uil-Fpl, Giovanni Torluccio (Uil-Fpl) e Uil-Pa, Benedetto Attili (Uil-Pa) – del segnale mandato dai lavoratori della Pa correggendo la manovra nel segno dell'equità e aprendo un tavolo di confronto sui temi del lavoro pubblico, dalla contrattazione nazionale e decentrata alla riorganizzazione degli enti, dalla previdenza ai servizi pubblici locali».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

ROMA — Un’esigenza comune percorre l’Europa investita dalla seconda ondata del Covid-19. Mai c...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

ROMA — L’Italia è pronta ad alzare le difese, e si allinea con l’Unione europea, nei confront...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

MILANO — Nel giorno in cui il consiglio di Atlantia ha deliberato il percorso per uscire da Aspi, ...

Oggi sulla stampa