Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

“In arrivo il Social Act contro la povertà sì a flessibilità pensioni”

«Dobbiamo mettere in campo nuove politiche sociali perché nessuno resti indietro: i cittadini vanno aiutati non solo quando devono cercare lavoro, ma anche sostenerli perché non peggiorino le loro condizioni di vita quando lo perdono. Per questo ho sintetizzato con una frase gli interventi che mi impegno a sostenere nella prossima legge di Stabilità: dopo il Jobs Act è il momento di un Social Act”.
Lo aveva anticipato qualche settimana fa, ma ieri il ministro del Welfare Giuliano Poletti lo ha ribadito per dimostrare che non si tratta solo di parole d’ordine: la nuova priorità del governo è l’emergenza sociale. Causata dal calo di posti di lavoro mano a mano che avanzano le tecnologie e sostituiscono l’intervento dell’uomo nei processi industriali. «Sono d’accordo con il ministro Padoan: bisognerebbe parlare meno di flessibilità e maggiormente di produttività ». Poletti ha parlato dal palco del Festival dell’Economia di Trento, dove è direttore scientifico il presidente dell’Inps, Tito Boeri. Il quale ha fornito a Poletti un assist più che perfetto invitandolo a parlare sul tema “Web, robot e fine del lavoro”. Cosa fare, gli è stato chiesto, di fronte al numero di persone che vengono licenziate perché sostituiti dalle macchine e dagli algoritmi? «Non sono un fautore dello scontro sociale – ha risposto l’ex dirigente del movimento cooperativo – ma è evidente che siamo di fronte a un problema che diventa sempre più grave. Se la ricchezza continuerà a concentrarsi nelle mani di pochi penso che prima o poi ai cittadini verrà voglia di ribellarsi: si rischia di mettere in crisi la convivenza civile, i disperati non resteranno sempre tranquilli davanti alla televisione ma finirà a mazzate».
Espressioni colorite a parte (ma lo stesso ministro ha ammesso che «penso in romagnolo e poi traduco in italiano»), Poletti ritiene che non solo l’Italia, ma tutto il consesso delle democrazie occidentali troverà una soluzione: «Credo che si possa trovare un sistema più equo e sufficientemente sostenibile, perché se qualcuno pensa che basti rifugiarsi in un paradiso fiscale finiamo nei guai. Ma sono ottimista: le operazioni di un Paese importante come gli Stati Uniti contro le isolette dove si nascondono i capitali mi fa pensare che nel mondo della finanza qualcosa è destinato a cambiare».
Un tema, quello del lavoro che viene meno, ieri al centro di un intervento del presidente della Cei, l’organismo dei vescovi italiani, Angelo Bagnasco: «La disoccupazione cresce, serve un miracolo», ha detto aggiungendo che «mentre la platea dei poveri si allarga inglobando il ceto medio, la ricchezza si concentra sempre più in mano a pochi. Auspico che la concentrazione di risorse incrementi copiosamente gli interventi in attività produttive a vantaggio dei lavoratori».
Nel frattempo, il governo vorrebbe fare la sua parte.
Il Social Act cui pensa il ministro Poletti è una sorta di piano contro la povertà «per non lasciare indietro nessuno». Per farlo bisognerà liberare risorse per la crescita e per la creazione di posti di lavoro. Trovando la rotta, tra decontribuzione e riduzione del cuneo fiscale: «Deve passare l’idea che il lavoro a tempo determinato, e quindi stabile, costa meno del lavoro precario».
Per le misure Poletti rimanda alla prossima Stabilità, nella quale ci sarà, per liberare posti di lavoro, una manovra per la flessibilità in uscita, per andare in pensione tre anni prima senza costi aggiuntivi per lo Stato.
Già in settimana, invece, si dovrebbero conoscere le intenzioni del governo sull’abuso dello strumento dei voucher lavoro, con il varo da parte del Consiglio dei ministri dell’attesa stretta.

Luca Pagni

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Parla il managing partner dello Studio Chiomenti: "Il numero di operazioni è in forte aumento già...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Rischio paralisi. Perché quel che accade a Berlino si riflette direttamente a Bruxelles. Il probab...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I sindacati ripartono dalla lettera del primo settembre. Quella inviata al premier Draghi in cui i ...

Oggi sulla stampa