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In arrivo rimborsi Iva più veloci

Colpo di acceleratore sui rimborsi fiscali. Professionisti fuori dallo split payment e rimodulazione delle stangata fiscale sui giochi. Confermato, poi, l’arrivo di una web tax transitoria che consenta alle digital company accordarsi preventivamente con il Fisco italiano sulla tassazione della stabile organizzazione(si veda Il sole 24 Ore di ieri e il servizio in pagina). Sono solo alcuni dei possibili emendamenti alla manovra correttiva su cui Governo e maggioranza hanno iniziato a confrontarsi. Per la messa a punto delle modifiche da apportare al decreto in discussione alla Camera, ci saranno ancora due settimane di lavori e incontri. I primi voti dovrebbero arrivare infatti giovedì 18 maggio. Così da licenziare entro il fine settimana successivo, tra venerdì 26 e sabato 27 maggio. Come ha spiegato il relatore Mauro Guerra (Pd) fino a mercoledì prossimo i gruppi parlamentari saranno impegnati nella scrematura degli emendamenti: si dovrà arrivare a circa 700 proposte rispetto alle oltre 3mila depositate ieri a Montecitorio.
Il Governo intanto prosegue le riunioni tecniche per mettere a punto alcuni correttivi che, mantenendo invariati i saldi, dovrebbero aggiustare il tiro su alcuni dei tempi più caldi e su cui si sono concentrate le osservazioni di imprese e associazioni di categoria. In questo senso va vista l’ipotesi, ancora da definire nei dettagli, di tagliare di almeno un mese i tempi dei rimborsi fiscali. Con l’ampliamento dello split payment alle controllate, dirette e non, il timore delle imprese è quello di vedersi allungare i tempi di recupero dell’Iva a credito. Per ridurre ulteriormente i tempi i tecnici starebbero ipotizzando di tagliare la “catena burocratica” tra l’istanza di rimborso avanzata dall’impresa e la liquidazione delle somme a credito da parte dell’amministrazione. Il taglio di uno o due passaggi “autorizzativi”, già oggi soltanto di valore formale, consentirebbe di ridurre di almeno 30 giorni i tempi di liquidazione delle richieste di rimborso.
Altra modifica invocata a gran voce da tutte le categorie professionali, da tutte le forze politiche e su cui il Governo si dichiara possibilista è la cancellazione della norma (lettera C articolo 1) che estende lo split payment ai liberi professionisti. Lo prevedono sia gli emendamenti del capogruppo Pd in commissione Finanze, Michele Pelillo, che quelli presentati dall’opposizione con Enrico Zanetti (Sc) e Rocco Palese (Fi) della commissione Bilancio. Da definire ancora, però, come recuperare i 35 milioni attesi dal Governo per il 2017 e gli altri 70 attesi per il 2018.
Particolare attenzione poi anche al mercato dei giochi. L’obiettivo è quello di redistribuire la stangata prevista dalla manovra su tutto il settore e non solo concentrarla sugli apparecchi da intrattenimento. In questo senso si potrebbero rivedere al ribasso, anche se di pochi decimi percentuali, le due nuove aliquote del prelievo erariale unico (Preu) fissate dalla manovra nel 19% per le Awp e nel 6% per Vlt. Per garantire lo stesso gettito, condizione ineludibile posta dal Governo per rivedere il prelievo sui giochi, gli stessi tecnici del Mef ipotizzano di anticipare al 1° luglio (ora è il 1° ottobre) la decorrenza dell’aumento della tassa sulla fortuna (dal 6 all’8% per tutte le vincite al lotto e dal 6 al 12% per le vincite sopra i 500 euro del gratta e vinci, del Superenalotto e delle Videolottery). Nel mirino di deputati ed Esecutivo potrebbe finire anche il gioco on line da cui si punterebbe a recuperare ulteriori risorse per garantire la redistribuzione del prelievo già previsto dalla manovra. Arriverà poi presentato dal Governo anche il taglio del 33% delle new slot, si tratta di oltre 250mila apparecchi tolti dal mercato e in particolare dagli esercizi commerciali.

Marco Mobili

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